Brasile: La sdegno per la Pec-37 e la lettera aperta dei movimenti al Presidente Rousseff

Uno dei motivi della protesta in Brasile è una proposta di modifica costituzionale che favorirebbe la corruzione. I movimenti scrivono al Presidente e cercano un confronto vero.

Abbiamo documentato lo svolgersi delle ultime fasi delle proteste in Brasile. Riteniamo difficile che le manifestazioni possano fermarsi in questo momento, la lista delle convocazioni per le iniziative non sembra ridursi.

Cerchiamo ora di approfondire uno dei motivi dello sdegno che hanno spinto le classi sociali più deboli del Paese a scendere in strada.

Si è spesso fatto cenno alla rabbia popolare causata dalla corruzione dilagante. Uno degli indizi più lampanti di tale immoralità, che ha irritato fortemente l’opinione pubblica e di cui per ora si è poco discusso, è l’iniziativa di legge PEC-37, una proposta di modifica costituzionale. La norma, se fosse approvata, permetterebbe di limitare i poteri di indagine della procura generale e in molti pensano che otterrebbe l’effetto di ostruire l’azione penale nei confronti dei politici corrotti. Uno dei ragazzi del Movimento Passe Livre, di cui abbiamo già scritto, ha così espresso la sua decisa contrarietà all’iniziativa di legge:

La Pec-37 è il simbolo dell’impunità di questo paese e curiosamente i politici che la sostengono sono gli stessi del Mensalão

Bisogna specificare, a tale proposito, che, in Brasile, il malcontento popolare per la corruzione incominciò a covare quando venne a galla il caso mensalao, inerente all’acquisto di voti di parlamentari, in cui furono coinvolti anche collaboratori del Presidente Lula.

Nel corso degli anni di governo del Pt, il nesso tra politiche economiche e illegalità si è fatto sempre più stretto. Diventava sempre più chiaro che l’implementazione dei programmi sociali (che non furono pochi durante la prima parte della presidenza Lula) e la nascita di una nuova economia ecologica, rispettosa delle culture native, finivano per essere subordinate a scelte politiche gradite a consorterie interne e a investitori stranieri.
Ricordiamo che le motivazioni ecologiche, quanto quelle di moralizzazione della vita pubblica, sono molto sentite nel movimento. Testimonianza di ciò è che molti attivisti fanno il nome di Marina Silva come prossimo presidente. Silva fu Ministro dell’Ambiente del governo Lula e si dimise in polemica per lo scarso appoggio alle politiche riformatrici che stava cercando di promuovere. Nel 2010 si candidò alle presidenziali ed ottenne il 19,9% dei voti, mentre i sondaggi la davano al 10%.

Infine, dobbiamo ravvisare, come le varie sigle che organizzano le manifestazioni non vogliano fermarsi allo sdegno. Per un verso, attraverso il moltiplicarsi di iniziative, mettono alla prova la solidità del movimento e, dall’altro, tentano di obbligare il Presidente a scendere a patti. Rousseff, che ha espresso la volontà di confrontarsi con i manifestanti, ora dovrà far seguire alle parole i fatti. Operazioni di facciata, dopo una militarizzazione delle strade delle maggiori città del Brasile, non le gioverebbero.
Segnale di una strategia politica, che si va articolando nel movimento, è la diffusione di una lettera aperta a Roussef in cui si cerca un confronto. Ve ne proponiamo una traduzione pubblicata sul sito di yabasta:

Il Brasile ha visto questa settimana mobilitazioni che hanno avuto luogo in 15 capitali e centinaia di città.
Siamo d’accordo con le loro dichiarazioni che affermano l’importanza di queste mobilitazioni per la democrazia brasiliana, consapevoli che i cambiamenti necessari al paese passeranno attraverso la mobilitazione popolare.
Più che un fenomeno congiunturale, le recenti mobilitazioni dimostrano la graduale ripresa della capacità di lotta popolare. La stessa resistenza popolare che ha permesso i risultati delle elezioni del 2002, 2006 e 2010. Il nostro popolo, insoddisfatto delle misure neoliberiste, ha votato per un progetto diverso. Per essere realizzato, questo progetto ha affrontato grande resistenza, principalmente del capitale finanziario e di settori neoliberisti che mantengono con grande potere nella società.
Ma si è scontrato anche con i limiti imposti dagli alleati dell’ultima ora, una borghesia interna che nella disputa delle politiche di governo impedisce la realizzazione di riforme strutturali, come è il caso della riforma urbana e quello del trasporto pubblico.
La crisi internazionale ha bloccato la crescita e con essa la continuità del progetto che ha permesso questo grande fronte che, finora, ha sostenuto il governo.
Le recenti mobilitazioni vedono come protagonista una gioventù molto differente, che partecipa per la prima volta alle proteste. Questo processo educa i partecipanti, permettendo loro di percepire la necessità di scontrarsi con chi impedisce al Brasile di continuare nel processo di democratizzazione della ricchezza, dell’accesso alla salute, all’educazione, alla terra, alla cultura, alla partecipazione politica, ai mezzi di comunicazione.
Settori conservatori della società cercano di polemizzare sul significato di queste manifestazioni. I mezzi di comunicazione cercano di caratterizzare il movimento come anti Dilma, contro la corruzione dei politici, contro lo sperpero del denaro pubblico ed altre rivendicazioni che impongono il ritorno del neoliberismo. Crediamo che gli obiettivi sono molti, come pure le opinioni e le visioni del mondo presenti nella società. Si tratta di un grido di indignazione di un popolo storicamente escluso dalla vita politica nazionale e abituato a vedere la politica come qualcosa di dannoso per la società.
Alla luce di quanto esposto, ci rivolgiamo a V. Eccellenza per esprimere il nostro appello in difesa di politiche che garantiscano la riduzione dei prezzi del trasporto pubblico con riduzione dei profitti delle grandi aziende. Siamo contro la politica di esenzione da imposte di queste società.
Il momento è propizio perchè il governo promuova programmi democratici e popolari, e incoraggi la partecipazione e la politicizzazione della società. Ci impegnamo a promuovere tutti i tipi di dibattiti su questi temi e siamo disponibili a discuterne anche con il potere pubblico.
Proponiamo la realizzazione con urgenza di un incontro nazionale, che coinvolga la partecipazione dei governi degli Stati, i sindaci delle principali capitali, e i rappresentanti di tutti i movimenti sociali.
Da parte nostra, siamo aperti al dialogo, e pensiamo che questo incontro sia l’unico modo per trovare un’uscita alla grave crisi urbana che colpisce le nostre grandi città.
Il momento è favorevole. Sono le più grandi manifestazioni che la generazione attuale ha espresso e ne verranno di più grandi.
Speriamo che l’attuale governo scelga di governare con il popolo e non contro esso.

firmato da:

ADERE – Associação dos Trabalhadores Assalariados Rurais de MG

Assembleia Popular

Jornalistas do Barão de Itararé

CIMI – Conselho Indigenista Missionário

CMP – Central de Movimentos Populares

MMC -Movimento de Mulheres Camponesas

CMS – Coordenação de Movimentos Sociais

Coletivo Intervozes pela Democratização dos Meios de Comunicação

CONEN – Coordenação Nacional das Entidades Negras

Consulta Popular

CTB – Central dos Trabalhadores e Trabalhadoras do Brasil

CUT – Central Única dos Trabalhadores

Fetraf – Federação dos agricultores familiares

FNDC – Forum Nacional pela Democratização da Mídia

FUP – Federação Única dos Petroleiros

Juventude Koinonia (das igrejas cristãs tradicionais)

Levante Popular da Juventude

MAB – Movimento dosa tingidos pro barragens

MAM – Movimento Nacional pela Soberania Popular frente a Mineração

MCP – Movimento Camponês Popular, de Goiás

MMM – Marcha Mundial de Mulheres

Movimentos da Via Campesina

MPA- Movimento dos Pequenos Agricultores

MST- Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra

SENGE/PR- Sindicato dos Engenheiros do Paraná

Sindipetro – Sindicato Petroleiros de São Paulo

SINPAF- Sindicato dos Trabalhadores e Pesquisadores da EMBRAPA e Codevasf

UBES- União brasileira de estudantes secundaristas

UBM – União Brasileira da Mulher

UJS – União da Juventude socialista

UNE – União Nacional dos Estudantes

UNEGRO – União Nacional do Negro