Banca dei Regolamenti Internazionali : Tagliare la spesa pubblica e flessibilità sul lavoro

Nella relazione annuale della Bri si suggerisce all’Italia di operare tagli alla spesa e di non intervenire ulteriormente sulla pressione fiscale. Inoltre si consiglia una riforma del mercato del lavoro e liberalizzazioni . Ciò dovrebbe produrre un aumento dell’occupazione di tre punti.

La Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), nella sua relazione annuale, consiglia al nostro Paese di ridurre la spesa pubblica.

Il debito pubblico italiano ha raggiunto dei livelli record e continua a crescere, per questo motivo, secondo la banca con sede a Basilea, è necessario mettere in campo una politica di tagli ai trasferimenti sociali. Sbagliato, invece, sarebbe aumentare ulteriormente la pressione fiscale, ciò avrebbe effetti depressivi sull’Italia e frenerebbe i consumi.

E’seguita poi un’accusa, da parte della Bri, alla politica italiana. Il torto dei nostri politici sarebbe quello di essere rimasti immobili ad attendere la ripresa, non sapendo impiegare il tempo concesso al nostro Paese dalle banche centrali. Per questo, secondo l’Ente, è necessario attuare riforme del mercato del lavoro e dei prodotti, ammonendo che le banche centrali non possono risanare il debito delle famiglie, non possono garantire la sostenibilità dei conti pubblici e attuare quelle politiche di sostegno alla crescita, che gli Stati non riescono ad attuare.

La flessibilità del mercato del lavoro, secondo la Bri, è una componente indispensabile per far ripartire l’economia, che va accompagnata alle liberalizzazioni dei servizi. Queste dovrebbero produrre un aumento dell’occupazione di 3 punti in Germania, Italia e Francia.

Dunque la Banca delle Banche Centrali, di cui è membro il nostro Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ripropone una ricetta economica che di fatto stiamo già seguendo, con l’aggiunta di una ulteriore deregolazione del mercato del lavoro e di tagli allo stato sociale. Non entriamo nel merito della correttezza della proposta, ma quantomeno lasciateci dire che non può non destare un certo stupore l’apprendere di tanta magnanimità da parte delle Banche Centrali, incolpevoli della crisi finanziaria, “nel prestare tempo” ai Paesi Europei.

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