Edward Snowden colpisce ancora. Londra spiava la Germania

La fuga della “talpa” che ha scatenato il “Datagate”. Dagli U.S.A. a Hong Kong, direzione Ecuador. E la caccia degli States.

22.40: ancora un colpo destinato a far tremare le diplomazie internazionali inferto da Edwarsd Snowden.

L’ex agente della CIA di cui si sono perse le tracce ha messo a disposizione una serie di documenti al quotidiano tedesco Suedduetsche Zeitung che dimostrano come i servizi segreti britannici eseguissero un controllo sistematico sui dati internet e telefonici che raggiungevano la Gran Bretagna dalla Germania, e viceversa.

L’operazione era possibile grazie al controllo dei dati trasmessi attraverso la linea cavo che passa sotto la Manica.

21:37 Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha fatto sapere che verranno seguite tutte le vie possibili e legali per assicurare alla giustizia statunitense Edward Snowden. Washington chiede che l’uomo, accusato di spionaggio, venga estradato negli Stati Uniti.

17:45 L’introvabile Snowden ha fatto sapere di essere al sicuro e di stare bene. La tanto attesa news sulla “talpa” più famosa del mondo arriva dal portavoce di Wikileaks che lo sta assistendo in questi giorni. Per la richiesta di asilo politico sono stati contattati diversi Paesi, fra cui l ‘Islanda. Snowden sta viaggiando come rifugiato grazie a un documento di transito fornitogli dall’Ecuador.

15:30 Per raggiungere il Centro-America, il volo in partenza da Mosca e diretto a L’Avana che avrebbe dovuto avere a bordo Snowden transita sul territorio di competenza Usa. I controllori di volo americani avrebbero potuto prendere una decisione straordinaria costringendo il velivolo ad atterrare sul suolo Usa. Questa ipotesi – citata dall’agenzia di stampa Itar-Tass – potrebbe aver costretto Snowden a scegliere un’altra destinazione e un’altra rotta.

15:25 In una lettera scritta al ministro degli esteri ecuadoregno Ricardo Patino, Edward Snowden si paragona a Bradley Manning, la fonte di Wikileaks, spiegando di aver chiesto asilo negli Stati Uniti perché negli Stati Uniti sarebbe improbabile che il suo caso venisse sottoposto a “un processo giusto”.

14:53 Un altro colpo di scena ad effetto nella storia di Edward Snowden che avrebbe dovuto raggiungere l’Ecuador dopo aver fatto scalo a Mosca, arrivando da Hong Kong. Il 29enne americano che ha scoperchiato il vaso di Pandora del Datagate non era sul volo che avrebbe dovuto condurlo in Ecuador quest’oggi. Secondo l’agenzia di stampa Interfax Snowden sarebbe su di un volo diretto verso un’altra destinazione.

11.25: qualcuno si chiederà perché l’Ecuador. Rafael Correa, il Presidente, non è certo amico degli States, ed ha già concesso asilo a Julian Assange, anima di Wikileaks, che resta rifugiato da mesi nell’ambasciata ecuadoregna di Londra.

24 giugno 2013: gli U.S.A. vorrebbero che Mosca consegnasse loro Edward Snowen. La “talpa” del datagate, infatti, ha passato la notte in Russia e ripartirà solo oggi per Cuba e quindi per l’Ecuador.

Ma, stando a quanto si apprende, da Mosca avrebbero risposto a Washington che non hanno alcun motivo legalmente valido per trattenere Snowden.

Snowden fa rotta verso l’Ecuador

20.30: gli Stati Uniti, come era lecito aspettarsi, hanno deciso di revocare il passaporto a Edward Snowden. La conferma è arrivata dal portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki:

Come è routine e in linea con le regolamentazioni statunitensi, una persona su cui pende un mandato d’arresto è soggetto alla revoca del proprio passaporto. Tale revoca non influisce in alcun modo sulla cittadinanza. Alle persone ricercate per reati, come il signor Snowden, non dovrebbe essere permesso di effettuare viaggi internazionali al di fuori di quello necessario per il rientro negli Stati Uniti.

18.50: arriva il comunicato stampa ufficiale di Wikileaks sull’affaire Snowden. L’organizzazione di Julian Assange ha pubblicato anche un profilo di Sarah Harrison, la giornalista-avvocato britannica che sta scortando Snowden in Ecuador. Ecco il testo integrale del comunicato, tradotto in italiano e, di seguito, in originale:

Edward Snowden, l’informatore americano che ha portato le prove di un regime di sorveglianza globale condotto dalle agenzie di intelligence degli Stati Uniti e del Regno Unito, ha lasciato Hong Kong legalmente. E’ in viaggio per la Repubblica dell’Ecuador, attraverso un percorso sicuro, con finalità di asilo, ed è scortato da diplomatici e consulenti legali di Wikileaks.

Mr Snowden ha chiesto che Wikileaks utilizzare la propria competenza giuridica e la propria esperienza per garantire la sua sicurezza. Una volta che il signor Snowden arriverà in Ecuador, la sua richiesta d’asilo verrà formalizzata.

L’ex giudice spagnolo Baltasar Garzon, direttore del team legale di Wikileaks e avvocato di Julian Assange, ha dichiarato:

«Il team legale di Wikileaks e il sottoscritto siamo interessati a preservare i diritti del signor Snowden a proteggerlo come persona. Quel che si sta facendo al signor Snowden e al signor Assange, per aver divulgato informazioni di interesse pubblico, è un attacco contro le persone».

    «Mr Edward Snowden, the American whistleblower who exposed evidence of a global surveillance regime conducted by US and UK intelligence agencies, has left Hong Kong legally. He is bound for the Republic of Ecuador via a safe route for the purposes of asylum, and is being escorted by diplomats and legal advisors from WikiLeaks.

    Mr Snowden requested that WikiLeaks use its legal expertise and experience to secure his safety. Once Mr Snowden arrives in Ecuador his request will be formally processed.

    Former Spanish Judge Mr Baltasar Garzon, legal director of Wikileaks and lawyer for Julian Assange has made the following statement:

    “The WikiLeaks legal team and I are interested in preserving Mr Snowden’s rights and protecting him as a person. What is being done to Mr Snowden and to Mr Julian Assange – for making or facilitating disclosures in the public interest – is an assault against the people”».

18.48 – Il generale Keith Alexander, capo della NSA, nel corso di un’intervista alla ABC ha dichiarato che “Snowden ha tradito la fiducia che avevamo riposto in lui e ha causato danni irreversibili“. Proprio per questo gli Stati Uniti hanno intenzione di perseguirlo costi quel che costi e non appena sarà chiaro dove il giovane verrà portato una volta partito da Mosca partiranno le richiesta di collaborazione al Paese ospitante.

18.45: Ricardo Patiño Aroca, Ministro degli Esteri dell’Ecuador ha reso noto che il governo del suo paese ha ricevuto una richiesta d’asilo da parte di Edward Snowden. L’annuncio è arrivato attraverso un Tweet.

16.00 – L’aereo su cui stava viaggiando Edward Snowden è atterrato a Mosca. Ad attenderlo sulla pista dell’aeroporto ha trovato alcuni diplomatici del Venezuela, la sua destinazione finale. L’agenzia russa Interfax ha comunicato che il giovane trascorrerà la notte all’ambasciata venezuelana a Mosca e domattina ripartirà alla volta di Caracas dopo aver fatto scalo a Cuba.

15.00Baltasar Garzon, l’ex giudice spagnolo ora avvocato di Julian Assange e direttore del team legale di Wikileaks, ha diffuso una nota in cui spiega che difenderà Edward Snowden nel lungo e delicato percorso che per molti versi è simile a quello affrontato da Assange:

Il team legale di Wikileaks ed io siamo interessati a difendere i diritti di Snowden e a proteggerlo come persona. Quello che stanno facendo a Snowden e ad Assange per aver svelato o aiutato a svelare segreti di interesse pubblico è un attacco al popolo.

13.00: occhi puntati sul viaggio di Snowden. Se in un primo tempo si pensava che la destinazione finale fosse l’Islanda, oppure l’Ecuador, ora qualcosa è cambiato. Mosca – che ci ha tenuto a precisare di non saper nulla delle destinazioni della talpa del Datagate – ha rivelato l’esistenza di un biglietto aereo da Mosca a Cuba. E dall’Aeroflot fanno sapere che da L’Avana è molto probabile che Snowden si imbarchi per Caracas. Sarà il Venezuela di Maduro ad ospitarlo?

Edward Snowden ha lasciato Hong Kong e si dirige a Mosca

Il South China Morning Post fa sapere che Edward Snowden non si trova più a Hong Kong, dove era arrivato il 20 maggio scorso. Ha lasciato volontariamente e legalmente l’ex colonia britannica ed è in volo per Mosca a bordo di un volo dell’Aeroflot SU 213. Da lì, secondo le indiscrezioni, dovrebbe poi raggiungere l’Islanda o l’Ecuador.

La conferma è stata ufficializzata anche da Hong Kong, che in un comunicato ha rivelato di aver lasciato partire il giovane nonostante la richiesta di estradizione inviata dagli Stati Uniti, richiesta che secondo le autorità locali “non rispettava completamente i requisiti legali della legge di Hong Kong“. Da qui la decisione di ignorarla e di lasciare che Snowden se ne andasse come un comune cittadino.

Il Cremlino, intanto, ha fatto sapere di essere all’oscuro dei piani della giovane talpa dello scandalo Datagate. L’agenzia russa Interfax, però, riferisce che a nome di Snowden sarebbe stato prenotato un volo diretto a Cuba e ipotizza anche una possibile destinazione finale: il Venezuela.

Sul viaggio del giovane è intervenuto anche Wikileaks, che tramite Twitter ha annunciato di aver aiutato Snowden a lasciare Hong Kong. Con lui ci sarebbero alcuni legali di Wikileaks che gli avrebbero dato supporto per trovare asilo in un Paese democratico.

Datagate, Snowden rivela: “spiati gli SMS della Cina. L’ira di Pechino: “sono i più grandi fuorilegge dei nostri tempi”

Gli Stati Uniti hanno ufficialmente chiesto a Hong Kong l’arresto di Edward Snowden, la talpa del Datagate, la più grande fuga di notizie mai avvenuta nella storia dell’intelligence degli Stati Uniti. La replica di Pechino, però, non è stata quella che Washington si aspettava.

Secondo le ultime rivelazioni di Snowden, pubblicate in queste ore dal South China Morning Post di Hong Kong, la NSA, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, avrebbe hackerato le compagnie telefoniche cinesi per poter raccogliere i dati da milioni di SMS mandati e ricevuti dai cittadini cinesi.

Snowden sostiene di avere delle prove a supporto di quest’ultima pesantissima rivelazione che mina ancora di più il già delicato rapporto tra Stati Uniti e Cina, ma resta sul vago e non fornisce o cita alcun documento. In ogni caso tanto è bastato, a ragione, per scatenare l’ira di Pechino, che solo poche settimane fa si era detta aperta al dialogo.

L’agenzia di stampa cinese Xinhua, voce ufficiale del governo cinese, ha scritto:

Gli Stati Uniti, che a lungo hanno cercato di presentarsi come vittima innocente di cyber-attacchi, si sono rivelati i più grandi fuorilegge dei nostri tempi in materia di attacchi informatici.

Da Washington, per ora, tutto tace.

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