Stangata: pesa 1.130 euro a famiglia, 3160 sommandola con quella di Berlusconi!

Il premier Monti insiste anche oggi al Senato: “Non pagano solo i soliti noti”. Quel che è certo è che le stangate, come i cazzotti, non sono tutte uguali e soprattutto, non producono lo stesso effetto su chi li riceve. La stangata si abbatte come una scure su chi meno ha, pesando ben 1.129 l’anno

Il premier Monti insiste anche oggi al Senato: “Non pagano solo i soliti noti”. Quel che è certo è che le stangate, come i cazzotti, non sono tutte uguali e soprattutto, non producono lo stesso effetto su chi li riceve. La stangata si abbatte come una scure su chi meno ha, pesando ben 1.129 l’anno a famiglia.

Questo il dato reso noto oggi da Adusbef e Federconsumatori. Ma, si sa, i mali non vengono mai soli: il pacchetto anti crisi 2011 del precedente governo Berlusconi pesava già sulle famiglie per oltre 2.000 euro. Per cui la doppia “botta” pesa su ogni famiglia per 3.160 euro. Altro che stangata!

E non è detto che la barca si raddrizzi, tant’è che si ipotizza un ulteriore pacchetto per la prossima primavera di altri … 20 miliardi di euro!

Secondo i calcoli delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno). In riferimento alle imposte la tabella evidenzia 270 euro da aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3%.

Basta? No. Dice la sua (pesante) anche la Banca d’Italia: dalla fine del 2007 – quando aveva raggiunto i suoi livelli massimi – alla fine del 2010 la ricchezza netta delle famiglie italiane (somma di attività reali e finanziarie) è diminuita del 3,2% a 8.640 miliardi di euro. Sempre in termini reali la ricchezza complessiva è scesa dell’1,5% tra il 2009 e il 2010. Ancora, gli italiani stanno anche ricomponendo i loro portafogli finanziari: più liquidità, meno azioni e meno titoli di stato.

Meglio fermarci qui. Per adesso.