Palermo: dipendenti comunali si aumentavano lo stipendio, arresti

A scoprire i dipendenti infedeli sono state le indagini dei militari dell’Arma.

di remar

Bufera al Comune di Palermo, dove stamattina cinque dipendenti dell’azienda municipale Coime sono stati arrestati e altri sei sono stati sospesi dal lavoro con l’accusa di ritoccarsi all’insù lo stipendio. Ciò avveniva grazie a un complesso e rodato meccanismo illecito che permetteva loro di attribuirsi somme di denaro non dovute modificando le buste paga.

L’unita di progetto Coime del comune di Palermo si occupa della realizzazione di opere pubbliche, lavori di ristrutturazione, recupero, adeguamento e manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare del comune e degli spazi esterni.

A scoprire gli operai comunali che si arrotondavano lo stipendio modificando le buste-paga (altro che straordinari) sono stati i carabinieri che dopo lunghe indagini, e gli elementi di prova raccolti, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica.

Gli indagati rispondono, a vario titolo, delle ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al peculato, falso e accesso abusivo a sistema informatico.

Lo scandalo delle ferie truccate, delle buste paga gonfiate, dei buoni pasto a persone decedute, delle indennità per il lavoro notturno a chi lavorava di giorno, era scoppiato tre anni fa alla Coime. Oggi gli arresti.

I nomi delle persone coinvolte sono riportati dal Giornale di Sicilia. Su cinque arrestati 4 sono finiti in carcere e uno ai domiciliari, altre 6 persone sono state sottoposte alla misura interdittiva della sospensione del pubblico ufficio in cui prestavano servizio.