I cento giorni di papa Francesco e i cinquant’anni dall’elezione di papa Paolo VI

Il 19 giugno si sono compiuti 100 giorni dall’elezione di papa Francesco. Il 21 giugno, invece, è stato il cinquantesimo anniversario dell’elezione di papa Paolo VI.

di robo

Giorni di commemorazione in Vaticano quelli appena trascorsi: a metà settimana, il 19 per la precisione, papa Francesco ha raggiunto la meta dei primi cento giorni di pontificato. Ieri, 21 giugno, è caduto il cinquantesimo anniversario dell’elezione al soglio pontificio di papa Paolo VI. In mezzo, il veloce pontificato di papa Giovanni Paolo I (per molti versi un antesignano di papa Francesco), quello di Giovanni Paolo II (con la notizia della prossima canonizzazione per via del secondo miracolo, come vuole l’iter previsto) e papa Benedetto XVI che ha rinunciato al ministero petrino. Cinquant’anni densi, non c’’è che dire!

L’elezione di papa Paolo VI

Corsi e ricorsi storici: i corvi di Ratzinger e il “fumo di Satana” di Montini

Erano le 11,22 del 21 giugno 1963 quando il comignolo della Sistina mandava fuori fumo bianco: il nuovo papa, successore di Giovanni XXIII, era stato eletto. Di lì a pochi minuti tutto il mondo seppe che il cardinale di Milano, Giovanni Battista Montini, era stato eletto Sommo Pontefice della chiesa cattolica e aveva assunto il nome di Paolo VI. Nota il Vaticanista Andrea Tornielli:

Papa Montini sarebbe toccato guidare e condurre a termine il Concilio Vaticano II, inaugurato pochi mesi prima, e soprattutto reggere il timone della barca di Pietro negli anni drammatici della contestazione. Mantenne la barra a dritta, evitando sia nostalgici retromarcia, sia pericolose fughe in avanti. Con la sua sofferenza e il suo magistero – si trovò costretto a riaffermare quale fosse il “Credo del popolo di Dio” come pure a ribadire la dottrina cattolica sull’eucaristia – mantenne unita la Chiesa.

Non fu un pontificato facile, quello di Paolo VI anche perché, il suo predecessore, Roncalli, era entrato nel cuore di tutti e quindi veniva naturale fare i paragoni: non fu un caso che Montini venne definito Paolo mesto. I mass media – ieri come oggi – ci mettono poco a sottolineare uno, ed uno solo, degli aspetti dei pontefici e manipolano, così, la percezione della realtà.

I cento giorni di papa Francesco

I cento giorni di papa Francesco

Diametralmente opposta è la situazione con papa Francesco che è salito sulla cattedra di Pietro dopo un pontefice, Benedetto, da tutti percepito come freddo e distante. Secondo un sondaggio realizzato da Demopolis, papa Francesco raccoglie simpatie da tutte le parti. Il 96% dei cattolici lo apprezza come anche il 65% dei non cattolici. Ad avere fiducia in Bergolio sono anche l’87% delle donne. Sommando tutti i dati, il papa venuto dalla fine del mondo è molto stimato dall’85% degli italiani.

Cosa si è apprezzato di più di papa Bergoglio? Senza dubbio la scelta del nome, segno tangibile di una volontà di rinnovamento. Tra i gesti che hanno più colpito l’immaginazione popolare figurano il primo incontro tra Bergoglio e Ratzinger e poi la lavanda dei piedi ai giovani detenuti di Casal del Marmo lo scorso giovedì santo (gesto che ha fatto storcere il naso ai più tradizionalisti, visto che il papa ha lavato i piedi anche a dei musulmani).

Essere papa nel Duemila significa vedersela anche con i sondaggi.

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