Alfano incalza Letta, replica Franceschini: “Diktat a se stesso”

Il vicepremier manda un messaggio chiaro ad Enrico Letta: se non si realizza il programma il governo non va avanti.

Franceschini: “Diktat a se stesso”

E’ sconto tra ministri all’interno del Governo Letta: dopo le dichiarazioni sulle tasse rilasciate questa mattina da Angelino Alfano, è ora il turno di Dario Franceschini, ministro dei rapporti con il Parlamento, che ha “redarguito” il segretario del Pdl, nonchè vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, riportandolo ad un ruolo più “istituzionale”:

“Adesso siamo arrivati alla perfezione di ‘diktat’ al governo pronunciati da esponenti che del governo fanno parte. Evidentemente lanciano ultimatum a se stessi; Alfano è vicepresidente del Consiglio: oltre a ricordare gli obiettivi condivisi contribuisca a trovare le soluzioni. Qui nessuno nel governo vuole aumentare le tasse.”

Intervenendo telefonicamente al Forum del Lavoro di Fiuggi, il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano lancia un messaggio piuttosto preciso al Primo ministro Enrico Letta: non è bastato, per una chiarificazione sui punti d’urgenza da trattare al governo, il pranzo tenutosi ieri tra i due.

Secondo Alfano la sopravvivenza del governo è legata solo ed esclusivamente al programma (un programma “trasversale” per non dire “democristiano”, vista l’ampiezza della forbice politica all’interno dell’esecutivo), quindi alle tasse: Imu, Iva, detassazione, solo da questi punti può passare la vita, e la morte, di questo esecutivo dalle larghe intese.

Il concetto è stato ribadito anche con un tweet:

Già al pranzo di ieri Alfano aveva avvertito chiaramente Letta: andare avanti con il programma, senza preoccuparsi della fedeltà di Berlusconi a questo governo, aveva avvisato il vicepremier, il quale spiegava come l’agitazione dei falchi del Pdl può diventare una vera e propria bomba ad orologeria, che è possibile disinnescare solo toccando i fili dell’Iva e dell’Imu.

Alfano, tenuto al collo in un certo senso dal suo stesso partito, ha ribadito la linea della sua parte politica al Forum del Lavoro di Fiuggi questa mattina:

Il destino del governo è legato al programma e se non è realizzato il governo non va avanti. Dobbiamo intervenire sulle tasse e detassare le nuove assunzioni. Sono questioni fondamentali e, a partire dall’Iva, la nostra linea è evitare l’aumento della tassazione.

Non certamente una sorpresa, le parole di Alfano, ma il sapore di ultimatum è piuttosto netto: il Presidente del Consiglio non è nuovo a questo tipo di esternazioni, l’ultima volta, appunto, ieri a pranzo. Il segretario del Pdl, che deve rendere conto al suo stesso partito, pare dunque non mollare sui punti cardine che non riguardano il programma di governo, ma quello del Pdl (a dimostrazione di quanto, quest’esecutivo, sia vincolato a certe scelte).

Il discorso dell’Imu, ormai specchio per allodole, è stato tuttavia messo quasi in secondo piano, una volta scongiurato (in parte) l’aumento di giugno, ed è sull’Iva che si gioca, vale la pena dire giustamente, la nuova partita a Palazzo Chigi. Il tutto mentre Berlusconi cerca di capire quale sarà il suo destino giudiziario (su quello politico i dubbi sono ben pochi).

Foto | © Getty Images

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