Omicidio coniugi Pellicciardi a Treviso: oggi la sentenza del giudice

«Sono contento, giustizia è stata fatta. Ci ho sempre creduto e sono soddisfatto». Queste le parole di Daniele Pelliciardi, figlio dei coniugi uccisi, all’uscita dell’aula di Tribunale poco dopo la pronuncia della sentenza contro i killer dei suoi genitori. Ergastolo per Naim Stafa, 32 anni, pregiudicato albanese, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, 20 anni di

«Sono contento, giustizia è stata fatta. Ci ho sempre creduto e sono soddisfatto». Queste le parole di Daniele Pelliciardi, figlio dei coniugi uccisi, all’uscita dell’aula di Tribunale poco dopo la pronuncia della sentenza contro i killer dei suoi genitori.

Ergastolo per Naim Stafa, 32 anni, pregiudicato albanese, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, 20 anni di carcere invece ad Alim Bogdaneanu, rumeno di 20 anni, considerato il basista del gruppo.

Così ha deciso il giudice del Tribunale di Treviso per i due responsabili dell’omicidio dei coniugi Pelliciardi, uccisi poco più di un anno fa, il 21 agosto 2007, nella dependance della villa di cui erano custodi a Gorgo al Monticano, in provincia di Treviso.

Guido Pelliciardi e Lucia Comin, rispettivamente di 67 e 60 anni, durante una rapina organizzata da due albanesi e un romeno, si sono rifiutati di dar loro i codici del sistema d’allarme della residenza padronale e per questo sono stati barbaramente seviziati e torturati per ore.

Il terzo rapinatore, l’albanese Artur Lleshi, uscito grazie all’indulto qualche mese prima di quella rapina, si è tolto la vita in prigione nel settembre scorso, impiccandosi con un lenzuolo poco dopo esser stato ricondotto dietro le sbarre.

Quest’ultimo prima di uccidersi aveva parlato di un quarto uomo, fratello di Stafa, confermando l’ipotesi del procuratore capo Antonio Fojadelli, che non è però riuscito a raccogliere prove certe per incastrarlo.

Questa la ricostruzione degli eventi di quel 21 agosto effettuata da Daniele Pelliciardi, figlio dei coniugi uccidi, ai microfoni di Beppe Grillo.

Via | Tribuna di Treviso