Il decreto svuotacarceri del ministro Cancellieri pronto per il Cdm di mercoledì

Circola una versione della bozza che sarà presentata ai ministri

di guido

Ultimi giorni per mettere a punto il decreto svuotacarceri: il ministro Cancellieri ha annunciato che sarà presentato mercoledì in Consiglio dei ministri (il Cdm si sarebbe dovuto tenere oggi, poi è slittato), dopo essere stato chiuso in un pre-consiglio questo pomeriggio. Il testo arriverà quindi “blindato” a possibili modifiche, per cominciare da parte degli altri ministri, e probabilmente sarà così anche per il passaggio in Parlamento, non foss’altro per evitare la presentazione di emendamenti ad personam, come quello su cui si era vociferato oggi riguardante l’interdizione dai pubblici uffici.

Il decreto, su cui erano già circolate voci e anticipazioni presto smentite, mira a risolvere in maniera strutturale il problema del sovraffollamento carcerario in Italia, anche per venire incontro alle richieste pressanti dell’Europa, che in più di un’occasione ha condannato il sistema penitenziario di casa nostra. Ma come intende operare?

Circola sulla stampa una versione della bozza che dovrebbe essere presentata in Cdm mercoledì: si tratterebbe in pratica di una revisione ampliata della legge Simeone-Saraceni del 1999. E proprio come quella legge, c’è già chi ritiene che sia fatta per aiutare gli imputati “eccellenti”: nel 1999 infatti la Simeone-Saraceni non risolse – se non per un brevissimo periodo – il sovraffollamento carcerario ma, come ricorda Il Fatto Quotidiano, salvò Forlani, Pomicino e Bisignani dalla galera.

La bozza prevede la concessione degli arresti domiciliari o delle pene alternative a coloro che abbiano compiuto i 70 anni, e impedisce l’ingresso in carcere alle persone condannate a 4 anni o meno. Riguardo gli arresti domiciliari, si cambia così l’attuale legge che li rende obbligatori per le persone “parzialmente inabili” di almeno 60 anni: sparisce il “parzialmente inabili” e si alza l’età a 70, senza riferimento alle condizioni di salute. A beneficiarne sarebbe tra gli altri Calisto Tanzi. Riguardo la misura sulla non detenzione per reati sotto i 4 anni, a beneficiarne sarebbero immediatamente i poliziotti condannati per l’omicidio di Federico Aldovrandi.

In attesa di capire se sarà questo il testo definitivo, e quali altre strade si percorreranno per superare l’emergenza (si parla ancora di amnistia), si registra la prima reazione negativa dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, che a Radio Radicale chiede al governo di rendere efficace il sistema del braccialetto elettronico “prima di mandare ai domiciliari chi ha commesso reati”.

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