Lazarat, Albania: la Repubblica della marijuana sotto assedio

La popolazione di Lazarat si ribella al blitz antidroga della Polizia albanese: scene di guerriglia nel sud dell’Albania

La cittadina di Lazarat, nel sud dell’Albania al confine con la Grecia, è da ieri sotto assedio da parte della polizia e delle forze speciali albanesi, impegnate in una vastissima operazione antidroga; Lazarat è infatti famosa nel mondo del narcotraffico per essere la “Repubblica della marijuana”, il territorio dove, in Europa, si produce più cannabis destinata al mercato nero.

Da due giorni il villaggio è circondato da centinaia di agenti (oltre 800 uomini tra Polizia e Forze speciali) in assetto da guerra: armi d’assalto in pugno, volti travisati da passamontagna, posti di blocco che controllano qualunque mezzo entra o esca dal territorio di Lazarat.

Altri agenti sono invece impegnati in un ruolo più operativo: stanare e catturare produttori e trafficanti, trovandone le piantagioni di cannabis, estirpandole e dando fuoco a tutto. Operazioni simili si sono viste, negli anni scorsi, trasmesse centinaia di volte dalle televisioni messicane e statunitensi, con collegamenti in diretta ed inviati sul posto che riprendevano le gloriose operazioni proibizioniste delle forze speciali nordamericane. Stesse scene anche in Colombia, dove fino a pochi anni fa venivano mandate in onda al telegiornale le immagini dei blitz a danno dei cocaleros (e non dei trafficanti).

L’economia del villaggio di Lazarat è fortemente legata alla produzione di cannabis, quantificabile in circa 900 tonnellate l’anno, e rappresenta per la popolazione la principale fonte di sostentamento economico: per questo motivo la popolazione del villaggio albanese, aizzata anche dai narcotrafficanti locali che qui basano il proprio business: nel video che vi proponiamo qui sotto (pare girato dai trafficanti albanesi) possiamo vedere lo scontro a fuoco tra gli stessi trafficanti e la polizia.

Il video in testa a questo post invece è stato girato ieri dalla tv albanese A1 Report: la troupe, racconta il giornalista Gerti Xhaja, è stata anch’essa attaccata dai residenti di Lazarat:

“Per circa 15 minuti siamo stati tenuti in ostaggio, e ci siamo salvati grazie all’intervento di un abitante della zona.”

I residenti, armati di kalashnikov, mitra, mine anti-carro e mortai artigianali, offrono una strenua resistenza, tanto determinata che il ministro dell’interno albanese Saimir Tahiri, in un messaggio televisivo, ha invitato la popolazione di Lazarat alla resa incondizionata alle forze speciali.

Lazarat, Albania: la polizia assedia la città dove si produce la cannabis per tutta l’Europa


Lazarat, Albania: la polizia assedia la città dove si produce la cannabis per tutta l'Europa
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Da due giorni Lazarat è un teatro di guerriglia. Il principale obiettivo della polizia è Gane Mahmutaj, un pregiudicato condannato a 22 anni di prigione e scarcerato in seguito ad un’amnistia. Secondo alcune fonti stampa (Ansa) l’uomo si sarebbe già consegnato alla polizia (una notizia che però non riceve conferma dalle autorità albanesi) ma continuerebbe la resistenza della popolazione di Lazarat, che dalla cannabis ha la principale fonte di sostentamento.

Nella giornata di ieri sono rimasti feriti due giovani pastori, uno di 19 e l’altro di 20 anni mentre durante la notte due uomini delle forze speciali sarebbero stati feriti da colpi d’arma da fuoco: dai controlli effettuati almeno 20 abitazioni sarebbero sotto sequestro in seguito alla scoperta di “considerevoli quantità di piante di cannabis, macchinari per il trattamento della marijuana ed enormi quantità di munizioni”, mentre da molti cortili si leva il fumo delle piante non ancora sequestrate e distrutte dagli agricoltori. Nei terreni di proprietà di Mahmutaj invece sarebbero state rinvenute, nella sola giornata di lunedì, circa 60.000 piante di cannabis e 10 tonnellate di prodotto finito e pronto per essere immesso nel mercato europeo.

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