Grecia, governo in bilico: la sinistra democratica esce dalla maggioranza

La chiusura della tv di Stato al centro delle polemiche

di guido


La chiusura della tv di Stato greca ERT rischia di essere fatale per il governo Samaras. È proprio il mancato accordo sul piano di ristrutturazione della televisione pubblica alla base della mini-crisi di governo che oggi ha portato il partito di sinistra Dimar a uscire dalla maggioranza che sostiene il governo.

A un anno esatto dall’accordo tra Nea Demokratia di centrodestra, il partito socialista Pasok e appunto Dimar, che portò alla nascita del governo di “larghe intese” guidato da Antonis Samaras, l’esperienza dell’esecutivo potrebbe essere arrivata al capolinea, facendo ripiombare Atene nella crisi politica. A seguito della decisione dei vertici del partito, entro oggi dovrebbero dimettersi i due ministri di Dimar presenti nel governo, e cioè quello della Giustizia, Antonis Roupakiotis, e quello delle Riforme amministrative, Antonis Manitakis. Non è ancora chiaro se il partito continuerà a garantire l’appoggio esterno, anche se sembra essere questo l’orientamento prevalente.

Qualora invece Dimar decidesse di ritirare anche la fiducia, l’esecutivo si ritroverebbe con una maggioranza di appena 153 deputati su 300, decisamente troppo risicata viste le difficoltà del momento. La decisione di Dimar è arrivata dopo un burrascoso vertice di maggioranza tenutosi ieri tra i tre partiti di governo, e incentrato appunto sul piano di ristrutturazione della ERT. La chiusura della tv pubblica è stata infatti annullata dall’Alta Corte, con la raccomandazione però di ristrutturare l’emittente e di riassumere solo una parte dei dipendenti.

Dimar si è battuta affinché venisse aumentato il numero di dipendenti reintegrati e fossero date più garanzie contrattuali, ma il premier Samaras ha nettamente respinto il piano presentato dal leader del partito di sinistra Fotis Kouvelis. A quel punto Kouvelis ha indetto un vertice del suo partito e deciso di ritirare i ministri. Per ora il Pasok, per bocca del suo leader Venizelos, ha detto che continuerà ad appoggiare Samaras e che il governo proseguirà anche senza Dimar. Dall’Unione Europea è arrivata, per bocca del commissario agli Affari economici Olli Rehn, un “appello al senso di responsabilità” dei politici greci.

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