L’Ocse boccia l’Italia: processi civili troppo lunghi. Grasso e Cancellieri: «Intervenire»

Per i tre gradi di giudizio nel nostro paese servono otto anni. In Svizzera uno solo

di guido

Pietro Grasso
L’Italia è la maglia nera fra i paesi dell’Ocse per quanto riguarda la durata dei processi civili: quello che è purtroppo esperienza comune dei cittadini che hanno la sventura di ritrovarsi invischiati nelle maglie della giustizia civile viene ora messo nero su bianco nel rapporto Ocse “Policy Notes: Cosa rende la giustizia efficace?” diramato oggi. Secondo le analisi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, in Italia una causa civile arriva a richiedere quasi 8 anni per passare dai tre gradi di giudizio, circa il quadruplo dei 788 giorni che richiede in media tra i paesi Ocse. In Svizzera, il paese più virtuoso, il tempo è di un anno.

Le cose non migliorano se si considera solo il primo grado di giudizio: in Italia servono 564 giorni, più di un anno e mezzo, mentre la media dei paesi dell’Ocse è di 240 e il paese più virtuoso è il Giappone, con solo 107 giorni per il giudizio civile di primo grado. Questo ovviamente si ripercuote anche sul sistema economico e sociale, perché non sono garantiti agli investitori il rispetto dei contratti e la certezza del diritto di proprietà.

Le cause, secondo l’organizzazione, non sono da ricercarsi solo nella mancanza di soldi ma anche nella gestione dei tribunali: se è vero che la durata dei processi non è collegata al Pil dei singoli paesi (l’Italia e la Svizzera dedicano la stessa percentuale di Pil alla giustizia, con risultati ben diversi), va anche detto che l’Italia è anche uno dei paesi più litigiosi tra quelli dell’Ocse, con 2,5 procedimenti ogni 1000 abitanti, e questo incide sul sistema. I rimedi, secondo il rapporto Ocse, sono da cercare nella maggiore informatizzazione dei tribunali e nel migliorare la produttività dei giudici.

Il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha partecipato alla presentazione del rapporto, ha commentato:

I tempi del primo grado di giudizio sono quasi il doppio della media dei paesi Ocse. Si parla di 4 milioni di pendenze. Non è accettabile che i processi siano concepiti come un girone dantesco. E la frase ‘ma sì, fammi causa’ non può essere concepita come uno scudo per negare i diritti. Con un numero di magistrati inferiore alla media europea l’Italia si trova ad avere quasi il doppio delle pendenze rispetto alla media europea

Anche il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha commentato

L’efficienza della Giustizia è uno snodo strategico per il rilancio della crescita. Bisogna ascoltare i suggerimenti provenienti da organismi internazionali

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