Rassegna stampa estera: l’Italia di Monti, “dopo la sbornia”

Una carrellata di reazioni alla fine del governo Berlusconi e alle prime mosse di Monti, viste dai corrispondenti della stampa straniera


Il repentino cambio di regime in Italia ha disorientato un po’ tutti, compresi i giornali stranieri. Secondo la svizzera Neue Zuercher Zeitung, non è ancora il momento di lasciarsi andare a facili entusiasmi:

I postumi della sbornia italiana sono fin d’ora abbastanza intensi, anche se l’ubriacatura non è ancora del tutto passata. Perché con le dimissioni del governo del paese si è ancor lungi dall’essere in salvo e finché Berlusconi ha con sé la sua mostruosa macchina propagandistica, c’è addirittura la minaccia di un ritorno suo o dei suoi simili. (..) Il nuovo governo ad interim guidato dall’economista Mario Monti non sarà subito in grado di occuparsi di una legge equa sui media o di simili lussi democratici, avrà già abbastanza da fare con il salvataggio dell’economia rimasta in braghe di tela. E dovrà vedersela con gli attacchi della squadra rimediata, sarà esposto al fuoco incrociato dei media, dell’esercito di avvocati del partito del Popolo della Libertà di Berlusconi e dei modi mercenari della Lega Nord.

Ma è un grande guadagno se l’Italia in Europa non è più rappresentata da un clown ridicolizzato, sottraendosi così alla gogna internazionale, alle smorfie di Sarkozy e al sorrisetto della Merkel. Ma a prescindere dall’imbarazzante cricca di Berlusconi, l’Italia dovrà convivere ancora a lungo con un’altra anomalia: l’ammasso frantumato dell’opposizione di sinistra, che non riesce ad accordarsi su una strategia comune e su un candidato leader.

In America il Washington Post ha notato che “Nel mezzo della crisi, l’Italia deve affrontare la cultura dell’evasione fiscale”:

Mentre lotta per allontanarsi dall’orlo di una crisi che vede gran parte del mondo finanziario sul baratro, l’Italia – ottava economia più grande al mondo – potrebbe essere vicina ad una resa dei conti nazionale con uno dei più esasperanti problemi finanziari e culturali: la frode fiscale. (..) la scorsa settimana Monti ha avvisato la nazione che proverà a portare il Paese fuori dal baratro finanziario, in parte prendendo di mira l’evasione fiscale, un male della società considerato più dannoso alle casse dello Stato di quanto lo siano un settore pubblico gonfiato e un sistema pensionistico sovraccarico. Le nuove leggi proposte potrebbero presto cambiare il modo in cui gli italiani comprano e vendono servizi ogni giorno, alterando tradizioni locali al fine di combattere un problema di evasione stimato a più di un quinto dell’intera produzione economica annuale dell’Italia. Monti si sta anche muovendo per reinserire uno dei doveri più duri da evadere, la tassa sulle proprietà, abolita in Italia sotto il governo Berlusconi.

La tedesca Sueddeutsche Zeitung ha intervistato Alessandro Benetton:

SZ: Come si sente un italiano che viaggia in Europa nell’era del fine Berlusconi?

B: Girare per il mondo essendo italiano è sempre stato difficile. Pensi ai nostri connazionali emigrati negli Stati Uniti. Hanno fatto fortuna lì. Però è stato davvero penoso negli anni passati viaggiare all’estero e dover spiegare, perché in Italia tutti sapevano, cosa occorreva fare, ma nessuno lo faceva. Perché continuamente Berlusconi?

SZ: La domanda fatale: perchè gli italiani hanno votato così spesso Berlusconi?

B: Onestamente non lo so. In ogni caso io non ho mai votato per lui. Però suppongo, che gli italiani abbiano creduto che non esisteva una alternativa migliore. Oggi non possiamo pensare, che basta cambiare primo ministro e subito le cose migliorano. Un’unica persona non è responsabile di tutto. E’ un sistema. I problemi con il nostro debito pubblico risalgono agli anni 70.

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