L’Aquila, mazzette sulla ricostruzione: cinque arresti, anche l’ex vice di Bertolaso

L’ex vicecommissario alla ricostruzione, una funzionaria del Mibac e tre imprenditori coinvolti in un caso di corruzione legato alla ricostruzione di alcuni beni ecclesiastici e di altri beni culturali di particolare rilievo storico-artistico nel centro storico del capoluogo abruzzese

Un altro caso di corruzione legato alla ricostruzione dell’Aquila, dopo il terremoto del 2009: mazzette pagate dagli imprenditori per accaparrarsi gli appalti per il recupero dei beni culturali ed ecclesiastici del centro storico dell’Aquila. Polizia e Guardia di Finanza hanno reso esecutive cinque ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e tre ai domiciliari, nei confronti di tre imprenditori, un professionista e un dipendente del Mibac. Le accuse sono di corruzione, falso, turbativa d’asta, millantato credito ed emissione e utilizzo di fatture inesistenti.

Fra le cinque persone arrestate spicca il nome di Luciano Marchetti, ex vice commissario alla ricostruzione, braccio destro di Guido Bertolaso. A lui e agli imprenditori Patrizio Cricchi e Graziano Rosone, sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre l’imprenditore Massimo Vinci e la funzionaria Mibac Alessandra Mancinelli sono finiti in carcere.

La disposizione che ha portato ai cinque arresti è partita per iniziativa della Procura dell’Aquila. Le ordinanze sono state emesse dal gip Giuseppe Romano Gargarella e sono il frutto di una lunga indagine riguardate la ricostruzione e il consolidamento di alcuni beni ecclesiastici e di altri beni culturali di particolare rilievo storico-artistico nel centro storico del capoluogo abruzzese. A coordinare l’attività investigativa svolta dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza e dalla Squadra Mobile della Questura dell’Aquila, sono stati il procuratore della Repubblica Fausto Cardella e i due sostituti Antonietta Picardi e David Mancini.

Via | Il Centro

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