Camorra: primo fermo per la strage di Castelvolturno

Nuovi aggiornamenti sulla strage di Castelvolturno, di cui vi abbiamo parlato qui, avvenuta giovedì scorso, che è costata la vita a sette persone. E’ stato arrestato oggi Alfonso Cesarano, pregiudicato 29enne, vicino al clan dei Casalesi e ritenuto uno dei responsabili della strage. L’uomo, agli arresti domiciliari, è stato messo in manette in casa dei

Nuovi aggiornamenti sulla strage di Castelvolturno, di cui vi abbiamo parlato qui, avvenuta giovedì scorso, che è costata la vita a sette persone.

E’ stato arrestato oggi Alfonso Cesarano, pregiudicato 29enne, vicino al clan dei Casalesi e ritenuto uno dei responsabili della strage.

L’uomo, agli arresti domiciliari, è stato messo in manette in casa dei suoi genitori a Baia Verde proprio di fronte alla sala giochi dove è stato freddato l’italiano Antonio Celiento.

Cesarano sarebbe stato riconosciuto da alcuni extracomunitari presenti sul luogo della strage, mentre la sua famiglia ha preso immediatamente le sue difese, negando un suo coinvolgimento e affermando che l’uomo era stato controllato dai carabinieri e che quindi era in casa al momento dell’omicidio.

Quando sono tornata a casa, mio figlio stava qua. Lo giuro davanti a Dio“, ha dichiarato la madre di Cesarano, ma Rodolfo Ruperti, capo della squadra mobile che secondo la donna avrebbe effettuato il controllo, nega fermamente: “A noi non risulta“.

In attesa di fare un pò di chiarezza sulla vicenda, Cesarano è accusato di strage aggravata con condotta terroristica e detenzione illegale di armi e sono tutt’ora in corso le ricerche di quelli che vengono ritenuti come altri due componenti del gruppo autore dell’eccidio di giovedì sera.

Data per certa l’affiliazione dell’arrestato al clan dei Casalesi, gli investigatori stanno portando avanti le indagini seguendo la pista mafiosa, concentrandosi in particolare su tre latitanti appartenenti allo stesso gruppo: Alessandro Cirillo, Giuseppe Setola e Giuseppe Letizia, considerati tra i ricercati più pericolosi d’Italia per la strategia del terrore che portano avanti da mesi nella zona.

Nel frattempo si stanno verificando vere e proprie rivolte nel Casertano: gli immigrati chiedono giustizia per i loro connazionali uccisi nella strage, mentre gli abitanti della zona vogliono che sia messo un freno alla camorra, sempre più presente sul territorio.

A questo proposito, secondo quanto riferito in queste ore dai ministri della Difesa e dell’Interno, Ignazio la Russa e Roberto Maroni, il governo sta varando l’ipotesi di inviare “fino a 1.000” militari a sostegno delle forze dell’ordine già presenti in loco.

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