Decreto sicurezza. Perché l’emendamento non è salva-Berlusconi

L’opposizione si è ridestata. Dopo più di un mese di torpore, interrotto solo dalle grida rapidamente rientrate sulla xenofobia del governo, improvvisamente ha trovato qualcosa di nuovo cui attaccarsi. Diciamo qualcosa di nuovo, ma in realtà si tratta di un tema vecchio, stravecchio, quasi secolare: il premier vuole salvare se stesso con ipotetici decreti a

di luca17

L’opposizione si è ridestata. Dopo più di un mese di torpore, interrotto solo dalle grida rapidamente rientrate sulla xenofobia del governo, improvvisamente ha trovato qualcosa di nuovo cui attaccarsi. Diciamo qualcosa di nuovo, ma in realtà si tratta di un tema vecchio, stravecchio, quasi secolare: il premier vuole salvare se stesso con ipotetici decreti a proprio favore.

La strategia è collaudata: si individua la norma incriminata e la si ribattezza salva-Berlusconi, chiamandola con questo nome fino all’ossessione, a dispetto di tutti i santi, e all’insegna del calunniate, calunniate, qualcosa resterà di rossiniana memoria. Ma noi non ci facciamo impressionare da tattiche e discorsi di parte, e vediamo di analizzare in modo asciutto e obiettivo l’accaduto, in modo che ognuno possa formarsi un’idea personale, e non mediata da ideologie e organi di partito.

I senatori Berselli e Vizzini hanno elaborato due emendamenti al Decreto sicurezza che hanno come scopo la razionalizzazione e velocizzazione dei processi in vista della riforma degli stessi allo studio. La proposta prevede di dare precedenza assoluta a tutti i procedimenti relativi a criminalità organizzata, quelli soggetti a giudizi direttissimi o immediati e in generale tutti i delitti punibili con più di 10 anni di carcere o ergastolo. Per garantire la precedenza si sospendono per un anno tutti i processi per reati commessi fino al 30/6/2002 a patto che siano ancora in fase preliminare (salvo che rientrino nei casi precedenti).

La polemica nasce dal fatto che tra gli innumerevoli procedimenti da sospendere rientra anche il caso Mills, che vede coinvolto il premier. Ora, a parte che si parla di sospensione e non annullamento, e che il coinvolgimento stesso di Berlusconi è molto discutibile (ma qui non entriamo nel merito, anche se il Cavaliere risulta non essere mai stato condannato nonostante la persecuzione giudiziaria cui è stato sottoposto) in realtà non esiste nessuna salvezza per alcuna parte in causa nei processi in questione. Ci sarà semplicemente da attendere un poco più del solito l’assoluzione di Berlusconi, approfittandone magari per riflettere bene sulla richiesta di ricusazione del magistrato incaricato, Nicoletta Gandus, la cui posizione politica appare chiaramente in contrasto con le esigenze di imparzialità che il caso richiede, cosa di cui potrete farvi un’idea analizzandone dichiarazioni come questa.

Si può invece discutere sull’opportunità degli emendamenti, questo sì. Ritenete utile dare la precedenza ai processi più gravi rinviando tutti gli altri? Ritenete che questo possa consentire di sveltire la giustizia, o che sposti semplicemente le risorse da un settore all’altro? Questo è ciò che dobbiamo chiederci, senza farci condizionare da strategie e posizioni preconcette o dall’eventuale odio verso una persona specifica.

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