Antonio Di Pietro annuncia il suo ritorno: “Mi ricandido per le elezioni europee e saranno caz*i di Berlusconi!”

Di Pietro si ricandiderà con il simbolo de l’Italia dei Valori.

Antonio Di Pietro ha decisamente metabolizzato la batosta ricevuta in occasione delle ultime elezioni politiche con la lista Rivoluzione Civile che ha causato anche le dimissioni dal partito da lui fondato, l’Italia dei Valori, all’epoca messo già pesantemente k.o. dall’inchiesta di Report, programma di Milena Gabanelli.

Il Di Pietro che abbiamo ascoltato oggi, durante la puntata odierna di Un giorno da pecora, trasmissione radiofonica in onda su Radio2, però, ha dimostrato di aver superato le batoste, da lui stesso ammesse, manifestando un’accesa voglia di riscatto.

L’occasione giusta potrebbero essere le prossime elezioni europee. Prima, però, Di Pietro ha voluto ricordare l’identità del suo acerrimo nemico:

Mi auguro che gli italiani si tolgano il chiodo fisso di Berlusconi. Una volta, due volte, vabbè… Gli italiani devono capire che Berlusconi sta lì perché ha dovuto scegliere tra San Vittorie e Monte Citorio. Si svegliassero. In questi venti anni, c’è stata una guerra tra guardie e ladri e i ladri hanno fottuto le guardie diverse volte. Legittimo impedimento? L’unico impedimento che c’è è che in Italia c’è una persona che non vuole essere uguale agli altri.

Da qui, è partito l’annuncio del ritorno in politica:

Io sono ancora in politica, tornerò in politica e saranno cazzi sua (di Berlusconi, ndr). Mi candiderò alle Europee con l’Italia dei Valori. Il congresso ci sarà alla faccia di chi ci vuole male. Devo fare politica perché ci sono cose da sistemare nel nostro paese e perché è il mio dovere. Abbiamo preso una batosta, ma ricominciamo con grande umiltà. Faremo il congresso il 28-29-30 giugno. Ci sarà un ricambio generazionale.

Rispondendo alle specifiche domande dei conduttori Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, Antonio Di Pietro ha ammesso il suo più grande errore politico:

Da politico, rimpiango di non aver fatto tesoro di quando ho candidato Sergio De Gregorio, bastava guardarlo per non candidarlo. (De Gregorio fece cadere nel 2008 il governo Prodi, ndr).

Il presidente dell’Italia dei Valori (Di Pietro si è definito così nonostante la notizia delle dimissioni), ha, quindi, parlato della nuova legge elettorale che ancora appare come una chimera, facendo anche riferimento alla “diaspora” di parlamentari in corso nel Movimento Cinque Stelle:

Bisogna cambiare la legge elettorale, è il cittadino a dover scegliere. Nelle ultime elezioni, 159 persone hanno cambiato casacca. Quelli che si sono candidati con il M5S se ne vanno da un’altra parte, chi ti ha votato, ti ha votato per stare da una parte preciso, perché cambi le carte in tavola e non segui la linea del partito? Non c’è rispetto per gli elettori. Di Pietro ha raccolto un milione di firme per cambiare la legge elettorale ma le firme stanno ancora lì.

Un “pensiero”, infine, anche per Pierluigi Bersani:

Bersani, aizzato da qualcuno, ha fatto fuori l’Italia dei Valori. Noi non abbiamo raggiunto il quorum e lui ha perso.

Foto | © Getty Images

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