Idem e l’ICI: mozione di sfiducia della Lega Nord

Per tre anni il ministro è risultato residente in una palestra. Il Carroccio non ci sta

di guido

20.00: la Lega Nord ha presentato una mozione di sfiducia alla Camera e al Senato nei confronti di Josefa Idem, dopo le notizie diffuse a mezzo stampa a proposito di una presunta evasione dell’Ici da parte del Ministro delle pari opportunità.

La mozione è stata annunciata dai due capigruppo del Carroccio, Bitonci e Giorgetti:

«Deve dimettersi. Quello che è accaduto è gravissimo. Al di là dei possibili risvolti giudiziari, è inaccettabile scoprire che su un ministro della Repubblica gravano accuse di furberie»

Si rischia l’effetto valanga nella vicenda che sta toccando in queste ore il ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem, che in poche ore si è vista prima accusata di aver evitato per tre anni di pagare l’Ici sulla prima casa, e ora anche du abuso edilizio. E pensare, come faceva notare La Stampa stamattina, che è il ministro più tedesco che abbiamo.

La vicenda è balzata all’onore delle cronache grazie a un’interrogazione parlamentare del neo capogruppo grillino al Senato Nicola Morra, ma in realtà qualcosa tra le cronache locali e i giornali d’opinione già era trapelato. Questi i fatti: dal 2008 al 2011 Josefa Idem è risultata residente a Ravenna, dove vive la famiglia, ma a un indirizzo diverso da quello del marito e dei figli (per l’esattezza a pochi metri di distanza). In questo modo, né Idem né il marito-allenatore Guglielmo Guerrini hanno pagato un euro di Ici, visto che la tassa non era prevista sulla prima casa. Solo il 4 febbraio scorso la situazione è tornata alla “normalità”, e la campionessa olimpica ha cambiato residenza prendendo quella del marito, e il 5 giugno ha formalizzato il “ravvedimento operoso”.

Questo iter burocratico ha però insospettito sia i giornali che il comune di Ravenna, che ha operato verifiche sia fiscali che ambientali. Da queste ultime è risultato che all’indirizzo in cui Idem è risultata residente per tre anni non c’è un’abitazione ma una palestra, e che in questa palestra sono state riscontrate diverse irregolarità: la prima è che l’ambiente è adibito a palestra nonostante risulti essere un’abitazione, la seconda è la presenza di macchinari per cui non c’è stata richiesta di permessi edilizi e agibilità.

Poca roba, si dirà, ma abbastanza perché la Lega Nord chieda le dimissioni del ministro – facendo notare maliziosamente che nella “sua” Germania ci si dimette per molto meno. Ma come si difende Josefa Idem?

Su tutta la vicenda ho dato tutte le carte ai miei avvocati che spiegheranno tutto. Ogni altra mia dichiarazione può essere male interpretata

Qualcosa in più dice il marito, addebitando la residenza dell’olimpionica nella palestra a un “errore” avvenuto dopo un trasferimento e di cui ci si è accorti tardi. È impossibile però non notare la coincidenza di date: dal 2008 al 2011 è esattamente il periodo in cui, dopo la riforma dell’Ici del governo Berlusconi, è stata abolita la tassa sulla prima casa. Nel 2012 il governo Monti ha reintrodotto l’Imu anche per l’abitazione principale, ed è stato allora che i coniugi Idem si sono accorti dell’errore. E il ravvedimento del 5 giugno è avvenuto proprio pochi giorni prima che i giornali iniziassero a parlare della faccenda.

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