Consulta: respinto il ricorso di Berlusconi sul legittimo impedimento

Gasparri in mattinata invocava dimissioni di massa del Pdl, ma il sostegno al governo rimane.

La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato presentato dai legali di Silvio Berlusconi sul mancato riconoscimento del legittimo impedimento dell’ex premier a comparire nell’udienza del processo Mediaset del 1° marzo 2010 perché impegnato a presiedere un Consiglio dei ministri non programmato.

Il verdetto dei giudici della Consulta è stato emesso “in base al principio di leale collaborazione” tra poteri e “fermo rimanendo che il giudice, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, non può invadere la sfera di competenza riservata al Governo”.

La Corte Costituzionale spiega di essere arrivata a questa decisione

“osservando che, dopo che per più volte il Tribunale aveva rideterminato il calendario delle udienze a seguito di richieste di rinvio per legittimo impedimento, la riunione del Consiglio dei Ministri, già prevista in una precedente data non coincidente con un giorno di udienza dibattimentale, è stata fissata dall’imputato Presidente del Consiglio in altra data coincidente con un giorno di udienza, senza fornire alcuna indicazione (diversamente da quanto fatto nello stesso processo in casi precedenti), né circa la necessaria concomitanza e la ‘non rinviabilità’ dell’impegno, né circa una data alternativa per definire un nuovo calendario”

Ora Berlusconi rischia che la condanna a cinque anni e all’interdizione dai pubblici uffici inflittagli in secondo grado nell’ambito del processo Mediaset venga confermata anche nel terzo e entro luglio 2014 e diventi dunque definitiva, mentre il Cavaliere e i suoi legali speravano di poter ricominciare dal primo o secondo grado vedendo magari il reato cadere in prescrizione.

Consulta respinge ricorso di Berlusconi su conflitto di attribuzione

È attesa per oggi la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento di Silvio Berlusconi invocato il primo marzo 2010, giorno in cui gli avvocati del Cavaliere avevano concordato una udienza per il processo Mediaset salvo poi chiedere il rinvio perché l’allora premier era impegnato in un Consiglio dei Ministri.

I giudici ignorarono la richiesta e un anno dopo i legali di Berlusconi sollevarono un conflitto di attribuzione contro il tribunale di Milano davanti alla Consulta che ci ha messo quasi due anni per decidere (c’è stato anche un rinvio per la nascita del governo Letta) e oggi arriverà finalmente la sentenza.

Se verrà riconosciuto il legittimo impedimento, allora il processo Mediaset, quello per il quale Berlusconi è stato condannato in secondo grado a cinque anni di carcere e interdizione dai pubblici uffici, potrebbe ripartire dal primo grado o dall’appello e potrebbe cadere in prescrizione a luglio 2014, in caso contrario, invece, la condanna potrebbe essere confermata in via definitiva e la preoccupazione sarebbe soprattutto per l’interdizione dai pubblici uffici perché non potrebbe fare più politica (essendo ultra75enne non andrebbe comunque in prigione).

Maurizio Gasparri è a capo dei deputati e senatori Pdl che minacciano di dimettersi in massa se il legittimo impedimento non verrà riconosciuto, facendo così cadere il governo Letta. Altre voci nel partito, dalla Carfagna a Galan, sono invece contrarie alle dimissioni.
Gasparri ha gettato sospetti sulla Consulta dicendo:

“Sulla Corte Costituzionale incrocio le dita perché se vedessi i numeri, le appartenenze e gli orientamenti dovrei essere pessimista”

Il premier Enrico Letta e il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri hanno detto di non essere preoccupati perché ritengono che il destino del governo non sarà influenzato dalla sentenza della Consulta.

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