Sicilia, manager e politici pagavano viaggi ed escort con i soldi della formazione

17 arresti e sequestro di beni per 28 milioni di euro.

La Procura di Palermo ha scovato i responsabili del buco nero della Regione Sicilia: milioni di euro di soldi pubblici stanziati per la comunicazione e per la formazioni di giovani disoccupati veniva invece distribuiti a manager e politici attraverso regali, mazzette e il pagamento di cene, viaggi e addirittura di escort.

La grande mente di questa vergognosa operazione è quella dell’imprenditore Faustino Giacchetto, che operava nel settore della pubblicità e che faceva in modo che i soldi finissero nelle tasche del Ciapi, un ente di formazione e riusciva a ottenere l’incarico di occuparsi della comunicazione della Regione riuscendo a vincere i bandi pubblici.

Sarebbero 15 o forse anche di più i milioni sottratti alla Regione grazie a questo sistema e che invece sarebbero dovuti essere utilizzati per avviare 1.500 disoccupati all’apprendistato e trovare finalmente un lavoro. E quanti sono i giovani che hanno realmente avuto un contratto? Solo 18!

Giacchetto ora è stato arrestato per accuse a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione e insieme a lui sono finiti in manette anche sua moglie Concetta Argento e la sua segretaria Stefania Scaduto, più l’ex dirigente dell’Agenzia per l’impiego, Gaspare Lo Nigro, l’ex presidente del Ciapi, Francesco Riggio, avvocato che si era anche candidato alle regionali nelle liste Pd, e ancora Luigi Gentile, ex deputato regionale di Fli, Domenico Di Carlo, responsabile del progetto In.La Sicilia per conto del Consorzio Asi di Palermo. Tra gli arrestati figurano anche: Giammaria Sparma, dirigente generale della Regione Sicilia, Pietro Messina, imprenditore, più, ai domiciliari, l’altro imprenditore Massimiliano Sala e Carmelo Bellissimo e Sandro Compagno, entrambi funzionari del Ciapi. Agli arrestati sono stati sottratti beni il quo ammontare totale è di 28 milioni di euro.

Giacchetto, insieme con l’imprenditore Luciano Muratore e il funzionario regionale Antonino Belcuore, ha ricevuto anche un’altra ordinanza in carcere per l’indagine relativa a quattro dare d’appalto della Regione sui “Grandi eventi”. L’accusa in questo caso è di turbativa d’asta.

Per corruzione sono finiti ai domiciliari anche Elio Carreca, dirigente dell’assessorato al Turismo, e Bruno De Vita, vicario del capo di gabinetto dell’assessorato al Turismo.
Non sono stati arrestati, ma risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta sui soldi della formazione professionale alcuni politici locali: Francesco Scoma, senatore del Pdl ex assessore al Lavoro che avrebbe ricevuto 26mila euro da Giacchetto in viaggi, biglietti per lo stadio e spese elettorali, Carmelo Incardona e Santi Formica, ex assessori al Lavoro rispettivamente di An e Pdl, e Gerlando Inzerillo, ex consigliere comunale di Palermo per Grande Sud.

Infine, per finanziamento illecito ai partiti sono indagati Francesco Cascio, ex presidente dell’assemblea regionale, Salvatore Sanfilippo, candidato sindaco al Comune di Santa Flavia, Nicola Laenza, ex assessore al Lavoro e oggi deputato regionale per l’Udc, Gaspare Vitrano, ex deputato regionale del Pd che sta già affrontando un processo per concussione, e Savino Caputo, anch’egli ex deputato regionale del Pdl che è già stato condannato in via definitiva per tentato abuso d’ufficio.

Insomma, un sistema trasversale, che coinvolgeva imprenditori e politici sia del Pd, sia del Pdl più altri partiti, dall’Udc a Grande Sud passando per Fli.

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