Monti, ecco la”stangata”. Salvare l’Italia ma anche gli italiani …

Oggi è Eugenio Scalfari su Repubblica a battere sul concetto caro a Giorgio Amendola nel Pci di Enrico Berlinguer: il peggior nemico dell’equità è la recessione. E’ vero, perché quando la tenaglia della crisi si stringe, ad esserne stritolati sono le fasce sociali più deboli e meno protette. Il premier Mario Monti ribadisce che il

Oggi è Eugenio Scalfari su Repubblica a battere sul concetto caro a Giorgio Amendola nel Pci di Enrico Berlinguer: il peggior nemico dell’equità è la recessione. E’ vero, perché quando la tenaglia della crisi si stringe, ad esserne stritolati sono le fasce sociali più deboli e meno protette.

Il premier Mario Monti ribadisce che il pacchetto anti crisi porta il segno dell’equità. Ma l’equità, al pari del chewingum, può essere masticata e rimasticata in mille modi e non ha lo stesso effetto per tutti. Insomma, la manovra in arrivo da 20 miliardi e passa, è una “stangata” che scontenterà tutti perché colpirà tutti gli italiani ma con effetti profondamente diversi fra loro.

Orbene, Monti, svincolato da esigenze di ricerca del consenso elettorale che grava sui partiti anche se mai come adesso serve l’appoggio degli italiani, fa bene a dire la verità al Paese. La crisi qui pesa di più perché il precedente governo del bunga bunga e delle leggi ad personam ha detto solo menzogne e le stesse opposizioni non si sono distinte se non per ipocrisie, mezze misure, avvitati sui propri interessi. Ecco, gli italiani sono stufi di menzogne e ipocrisie, di mezze verità, di toppe che sono peggio del buco.

Monti non può e non deve dire sì a tutti, bisogna scegliere. Va sconfitto il sempre presente “partito dell’inflazione”, nonché quello della “corruzione” (frutto della partitocrazia), contrari a ogni risanamento e a vere riforme. Così come non si possono sostenere le richieste massimalistiche e corporative delle categorie più forti, che con le dovute differenze, sono trasversali: anche fra i più deboli c’è chi è “garantito” e chi no.

C’è oggi un’alternativa alla stangata? No, è una medicina amara, senza la quale la malattia degenera. La sola contropartita che deve interessare gli italiani per essere indotti ad accettare i sacrifici necessari per la salvezza del Paese, è l’avvenire dell’Italia.

Si tratta di condurre, contestualmente, nel corso dell’opera di risanamento (con sacrifici, con rigore), l’azione rinnovatrice delle riforme indispensabili per lo sviluppo e la salvezza dell’Italia. Non c’è un primo e un secondo tempo: prima la salvezza del Paese e poi la sua trasformazione.

Fra poche ore, nel Parlamento e nel Paese, si vedrà se la formula del governo “tecnico” (nato a causa della crisi della politica e dei partiti) è valida per farci uscire dal pantano. L’alternativa è sprofondare nelle sabbie mobili di elezioni e contro elezioni fino alla disintegrazione economica e democratica del Paese.