Siracusa, ergastolo al presunto “mostro di Cassibile” Giuseppe Raeli

A Raeli sono stati contestati sei omicidi e due tentati omicidi.


Ci sono volute oltre 12 ore di camera di consiglio, ma alla fine la sentenza è arrivata: Giuseppe Raeli, il presunto serial killer di Cassibile accusato di sei omicidi e due tentati omicidi, è stato condannato all’ergastolo e a due anni di isolamento diurno.

L’uomo si è sempre dichiarato innocente, ma gli elementi raccolti nel corso delle indagini e gli accertamenti dei RIS di Messina hanno convinto i giudici della Corte d’assise di Siracusa a infliggere all’uomo il massimo della pena.

Giuseppe Raeli, 73 anni, dovrà anche risarcire le parti civili con 120 mila euro.

I delitti attribuiti all’anziano sono distribuiti nell’arco di quasi vent’anni, come scriveva Sicilia Today nel novembre 2010:

Il primo omicidio risale al 1996, quando quando con una fucilata ad un fianco viene assassinato Gioacchino Franzone, di 74 anni. Pochi mesi fa, una delle figlie e’ stata oggetto di un’intimidazione, con alcuni colpi di fucile sparati contro il balcone di casa. Nel 1997 fu ucciso un ragioniere commercialista di 42 anni, Rosario Basile. Il 29 maggio dell’anno successivo stessa sorte per il 46enne Stefano Arcidiacono, ex guardia giurata. Il 25 aprile 2000 tocco’ a Giovanni Ficarra, 68 anni. Il 21 dicembre fu uccisa una bracciante agricola di 29 anni, Maria Callari. Due coniugi di 65 e 58 anni, Sebastiano Time’ e Giuseppa Spadaro, vengono uccisi il 31 luglio 2003. L’ultimo delitto risale al 18 agosto 2004, quando un venditore ambulante di frutta, Giuseppe Spada, 47 anni, fu ucciso vicino a uno svincolo autostradale.

Fondamentale per le indagini è stata la collaborazione di una vittima scampata alla furia omicida dell’uomo. Nell’aprile 2009 un imprenditore locale fu aggredito a colpi di fucile, ma riuscì a sopravvivere e fornire alle autorità un elenco delle persone considerate nemiche. Tra queste c’era anche Raeli. I rilievi dei RIS hanno fatto il resto.

Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni, ma per capire il perchè di questa furia omicida proseguita per anni possiamo basarci su quanto dichiarato dai militari nei giorni successivi all’arresto di Raeli:

Il serial killer uccideva anche per duecento euro. Voleva farsi giustizia da sé per chi non lo pagava dopo aver effettuato qualche lavoretto. Era ossessionato dai soldi tanto che nel suo garage c’era una cassaforte con 20mila euro e una pistola con il colpo in canna. Poteva ammazzare anche per un piccolo credito. Da parte nostra c’è l’assoluta serenità di aver individuato con certezza il soggetto indicato come il “mostro di Cassibile”.

L’uomo, nonostante le molte prove a suo carico, non ha mai fatto alcuna ammissione e continua a professare la propria innocenza.

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