Inizia la scuola – Lettera aperta al Ministro Gelmini!

Iniziano in questi giorni in tutta Italia gli anni scolastici, con milioni di bambini, ragazzini e ragazzi che passeranno l’autunno, l’inverno e la primavera sui banchi di scuola. Nel corso di questa estate sono state tante le modifiche apportate dal ministro Mariastella Gelmini all’ordinamento scolastico e tante dovranno ancora essere apportate. Dopo la bocciatura per

Iniziano in questi giorni in tutta Italia gli anni scolastici, con milioni di bambini, ragazzini e ragazzi che passeranno l'autunno, l'inverno e la primavera sui banchi di scuola. Nel corso di questa estate sono state tante le modifiche apportate dal ministro Mariastella Gelmini all'ordinamento scolastico e tante dovranno ancora essere apportate. Dopo la bocciatura per condotta, la reintroduzione dei voti, i grembiuli obbligatori, mi auguro che il ministro si ricordi di un altro, fondamentale, tassello dell'educazione dei nostri figli: lo sport.

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Per questo motivo ho deciso di scrivere una lettera aperta al ministro Gelmini, elencando alcuni punti fondamentali affinché si ponga fine a uno scempio che dura ormai da troppi decenni e venga ridato il giusto spazio all'attività fisica all'interno degli istituti.
Ecco, quindi, le proposte di Rugby 1823:

1. Una politica culturale rivolta in primo luogo ai presidi, ai docenti e ai genitori per ridare valore educativo e sociale allo sport a scuola; troppo spesso confuso con l'assioma sport=fascismo, mentre si tratta di una delle attività fondamentali per lo sviluppo fisico dei ragazzi e per l'educazione alla convivenza, soprattutto con gli sport di squadra.

2. Incentivazione e sviluppo dei campionati interscolastici, con la formazione all'interno dei diversi istituti di squadre delle varie discipline sportive. Questo è fondamentale per dare la possibilità ai giovani di avvicinarsi a uno sport all'interno stesso delle strutture scolastiche, dove la crescita agonistica può essere monitorata e fatta coincidere con la crescita scolastica del ragazzo.

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3. In parallelo al punto 2, per gli sport meno praticati o più difficili da praticare all'interno della struttura scolastica (sia da un punto di vista logistico sia da quello degli insegnanti), puntare sulla collaborazione e il coinvolgimento delle società sportive locali per far conoscere i differenti sport all'interno delle scuole e per gestire in sintonia tra società e scuola l'attività sportiva esterna degli studenti.

4. Incentivazione, anche da un punto di vista economico, affinché le scuole si ristrutturino in maniera moderna, con un'architettura che preveda spazi per la pratica sportiva, come avviene in tutte le più civili società europee.

5. Inserire nel piano di studi, all'interno delle lezioni di scienze motorie e di educazione fisica, lezioni teoriche sul doping. Lezioni da tenere con l'ausilio di esperti che sappiano spiegare i danni provocati dal doping, la funzione degli integratori alimentari e che approfondiscano il valore etico dello sport.  

6. Infine, un aumento dei fondi stanziati per le zone a più alto disagio sociale, dove i rischi per i ragazzi sono maggiori. Aiutare le scuole e le società sportive nel "lavoro" di togliere dalla strada gli adolescenti, includendoli in un progetto sportivo, dando loro un'alternativa ed educandoli a uno stile di vita diverso da quello che hanno a esempio nel loro quartiere.