Ore 12 – Monti “così così”, lunedì la “manovra”: hic Rhodus hic salta!

Dunque, ci siamo. Mario Monti ha confermato ieri che lunedì prossimo il pacchetto anti crisi sarà in Cdm. Il neo premier ha ribadito che la manovra sarà orientata a “rigore, crescita ed equità”. Ma ha anche aggiunto che: “Se l’Italia manca a questo passaggio ci saranno conseguenze molto gravi per tutti”. Un invito, un monito,

Dunque, ci siamo. Mario Monti ha confermato ieri che lunedì prossimo il pacchetto anti crisi sarà in Cdm. Il neo premier ha ribadito che la manovra sarà orientata a “rigore, crescita ed equità”. Ma ha anche aggiunto che: “Se l’Italia manca a questo passaggio ci saranno conseguenze molto gravi per tutti”. Un invito, un monito, una minaccia?

A dire il vero, il nuovo capo del governo parte in modo contraddittorio quando “loda” Berlusconi perché sul rigore e la disciplina di bilancio: “Il precedente governo aveva fatto passi significativi”. E’ così? In nove anni di governo Berlusconi l’Italia ha accumulato debiti alla velocità doppia – 60 miliardi di euro l’anno, mille per ogni cittadino – rispetto alla media dei governi “laici” di Spadolini e Craxi, indicati sempre quali capri espiatori della dissipazione della casse dello Stato. Gli italiani pagano il 30% di tasse in più e il Paese, oltre ai suoi mille altri guai, è sul ciglio della baratro della recessione.

In Italia il 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza nazionale. Non è l’ora che chi più ha, più paghi? 
È una questione di equità, ed equità non può non comprendere patrimoniale (vera…), tassazione delle rendite finanziarie, tagli agli sperperi della politica (ma no ai tagli alla democrazia) con l’abbattimento dei privilegi e il riordino del sistema istituzionale, tagli agli stipendi e ai privilegi dorati di tutte le caste, pagamento dell’Ici sulle attività commerciali ecclesiastiche ecc. Le misure di Monti andranno in questa direzione?

Perché quando si parla di sacrifici si comincia sempre dalle pensioni e da quelle più basse? La logica pare quella di sempre: le pensioni per fare cassa. Le pensioni da molti anni continuano a perdere potere d’acquisto, penalizzando sempre più chi prende assegni quasi da miseria, cioè la stragrande maggioranza.

Con le nuove misure in arrivo le pensioni meno colpite saranno quelle più ricche. Chi prende 20 mila euro netti l’anno, se salta l’aggancio all’inflazione, perderà un aumento di 500 euro, un’inezia! Ormai quasi la metà dei pensionati non raggiunge i mille euro al mese, ed è questo uno dei motivi della discesa continua dei consumi nazionali. Quasi il 15 per cento non arriva a 500 euro mensili. E solo il 15 per cento supera i duemila euro. E’ chiaro chi salvaguardare e chi mettere “sotto torchio”?

La luna di miele di Monti è davvero finita. Da lunedì contano i fatti: hic Rhodus hic salta! Dove sono i partiti? Dov’è il Parlamento?