Filippo Pozzato condannato a 8 mesi per evasione fiscale

Il ciclista della Lampre Merida farà ricorso in appello.

Filippo Pozzato è stato condannato dal Tribunale di Bassano del Grappa a otto mesi con i doppi benefici di legge, ossia la sospensione condizionale e la non menzione della condanna sulla fedina penale. L’accusa è di aver indicato una residenza fittizia nel Principato di Monaco per sfuggire al Fisco italiano. Contro di lui il pubblico ministero Gianni Pipeschi aveva chiesto un anno e otto mesi, ma anche se la pena è molto minore del previsto, Pozzato ha intenzione di fare appello.

La vicenda ha avuto inizio nel 2008, quando Pippo Pozzato, oggi quasi 32enne e in forza alla Lampre Merida, correva con la Liquigas. In quell’anno non dichiarò al Fisco italiano 885mila euro, evadendo le tasse per 359.787 euro. L’anno successivo, quando faceva parte del team Katusha, guadagnò 822mila euro ed evase per 346.630 euro secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle. Tutti i suoi soldi si trovavano su un conto corrente di Monte Carlo e non erano mai passati attraverso il sistema tributario italiano. Gli unici introiti denunciati in Italia in entrambi gli anni erano 1.624 euro ricavati dall’affitto di un immobile. Secondo l’accusa, però, Pozzato viveva di fatto in Veneto e non a Monte Carlo come voleva far credere e nel 2010 gli venne posta sotto sequestro una casa a lui intestata che si trova a Bassano del Grappa.
Ora l’Agenzia delle Entrate pretende che il ciclista vicentino paghi le tasse che ha evaso finora.

Pozzato non sembra preoccupato più di tanto per questa grana con il Fisco, visto che su Twitter continua a scherzare come è solito fare con i suoi colleghi delle due ruote e anche con i motociclisti come Marco Meladri. Tra l’altro di recente è stato anche al centro di un gossip secondo cui sarebbe lui la causa della fine della relazione tra Max Biaggi ed Eleonora Pedron. Per non parlare della polemica in cui è stato coinvolto durante il Giro d’Italia, quando lui e Luca Paolini sono stati accusati dal team manager di una squadra avversaria di avere un atteggiamento da “mafiosi” ordinando agli altri ciclisti come comportarsi durante una tappa.

Ma il guaio più grave in cui è incappato Pozzato resta quello dell’anno scorso, quando il Coni lo ha squalificato per tre mesi perché aveva frequentato i medico Michele Ferrari e questa squalifica gli ha impedito di partecipare alle Olimpiadi di Londra.
Ora Pozzato, che quest’anno ha vinto solo il Trofeo Laigueglia, è impegnato in Cina al Qinghai Lake Tour.
Tra i suoi successi più importanti ricordiamo la Milano-Sanremo nel 2006, il titolo di campione italiano nel 2010 e nello stesso anno una vittoria di tappa al Giro d’Italia e due al Tour de France.

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