Beppe Grillo sul blog contro Pippo Civati: “Un perfetto cane da riporto”

Il leader del Movimento 5 Stelle attacca l’uomo “incaricato di trattare con i dissidenti”. Che risponde: “Non c’è mai stato scouting, fate pure partire le spie”.

Beppe contro Pippo. Mentre i suoi parlamentari sono alle prese con la manifestazione in difesa di Grillo (un centinaio di persone) e il popolo del web si appresta a scoprire in che modo (un mi piace su Facebook come fu per Mastrangeli?) potrà esprimere la sua ineluttabile volontà scaraventando Adele Gambaro fuori dall’eden del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo se la prende con Pippo Civati. Ennesimo nome a entrare a far parte della lista di nemici (immaginari?) del capo indiscusso del M5S.

L’invettiva arriva puntuale all’ora di pranzo con il post del blog

In principio fu lo scouting tra i parlamentari a 5 Stelle. Fallì. Poi Gargamella disse a Pippo Civati “Vai e torna con senatori e deputati pentastellati”. Lui andò. Parlò, affabulò, contattò, cenò. Pippo era l’uccello da richiamo perfetto. Al suo verso di pdimenoellino buono si aggiunsero altre voci. I trombati e i civati cantarono insieme. La voce squillante della Sonia Alfano in scadenza da europarlamentare, l’Ingroia di ritorno dai monti dopo il trionfo elettorale, filosofi e intellettuali della caratura di Flores D’Arcais, portasfiga d’annata. Pippo ormai passava più tempo con i parlamentari a 5 Stelle che con i suoi compagni di partito. Su questo punto va capito, non c’era scelta. Si immedesimò nella parte al punto da approvare all’istante, ma mai votare, tutte le proposte del M5S. Era uno di loro, ma anche uno di noi. Un perfetto cane da riporto. Ogni sera Gargamella, sull’uscio della trattoria di Bettola, le maniche arrotolate aspettava Pippo con il parlamentare in bocca.

Il tutto si riferisce quindi alle presunte trattative tra i dissidenti del M5S e i parlamentari del Pd, per provare a portarne un po’ dalla parte del governo del cambiamento voluto da Bersani. A cui si aggiungono personaggi come Sonia Alfano (in effetti visto spesso frequentare i ribelli a Cinque Stelle) e Ingroia, che dai tempi di Favia ha cominciato lo scouting tra i delusi del MoVimento.

La vita extraparlamentare di Pippo era intensa. A capotavola parlava e parlava di vittorie della sinistra unita grazie a senatori del M5S che sposavano la “responsabilità” verso il Paese. Forse qualcuno ci ha creduto a questo novello Lucignolo che ha il compito di trasformare dei parlamentari in ciuchini nel Paese dei Balocchi del pdmenoelle in cui tutti diventano servi di Berlusconi.

Addirittura un “novello lucignolo”, Pippo Civati. Scelta di nome interessante da parte di chi viene idolatrato come fosse Gesù Cristo. Quello che però non si capisce è il senso di questo post: ok, Civati è uno che parla molto con i dissidenti M5S e non ci sono dubbi che, se e quando, il nuovo gruppo si formerà, lui sarà in prima linea per cercare un dialogo. Ma quindi? Qual è il punto di Grillo? Non si capisce molto, ma per rendere divertente un post abbastanza inutile, ecco che scatta il sondaggio.

Civati vorrebbe essere come noi, ma è uno di loro. Per salvarlo da questa schizofrenia politica cosa offriresti a Bersani per portare Pippo nel M5S?
Un milione di euro con pubblica sottoscrizione per i debiti del partito da consegnare a Misiani
Un Ingroia riciclato corredato da Diliberto e Ferrero per un’autentica sinistra di popolo
Favia e Salsi in coppia su Rai 3 per una stagione
Un Mastrangeli come capo redattore aggiunto dell’Unità
Un inceneritore a Bettola per portare fresche neoplasie ai suoi concittadini
Una centrale nucleare di quarta generassssione in Emilia Romagna

A tutto questo, Civati ha già risposto:

Parla ancora di cene a cui sarei stato con i suoi parlamentari, che non ci sono mai state. Per la verità, c’è stato un solo invito, la scorsa settimana, e non da parte di dissidenti del M5S, ma di esponenti del M5S che erano curiosi di conoscermi (adesso potete far partire le spie per capire chi erano), ma a cena non ci sono andato (ero già di ritorno a casa). Parla di scouting e di altre sciocchezze, quando sa benissimo che mi sono rivolto a lui mille volte per chiedere quale poteva essere il premier del governo del cambiamento, visto che Bersani non lo (li) convinceva. E ovviamente non diede alcuna risposta, come non la diede su altre cose. Il suo disegno era prendere il 100% la prossima volta. Auguri. La verità è che non mi vuole male, e io non gliene voglio: solo penso stia perdendo un’occasione storica e continui a sbagliare. E con tutta la pubblicità che mi sta facendo, forse è venuto il momento che Grillo accetti il mio invito a cena. In modo che lo possa ringraziare, e anche digliene quattro. Un privilegio che milioni di italiani mi individierebbero.

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