Ius soli, Zaia dice sì per i figli degli immigrati: «Parlano il dialetto meglio di me»

Il governatore del Veneto apre sulla cittadinanza ai bambini

di guido


La Lega 2.0 tanto vantata da Bobo Maroni partirà dallo ius soli? Pare di sì, a giudicare dalle parole del governatore del Veneto Luca Zaia, uno degli esponenti più influenti della Lega post-Bossi, che oggi fa un’apertura senza precedenti allo ius soli chiesto dal ministro Kyenge. Mentre a Torino il sindaco Fassino tiene una cerimonia simbolica per concedere la cittadinanza ad alcuni bambini figli di extracomunitari, e Fratelli d’Italia organizza manifestazioni di protesta, Zaia apre decisamente allo ius soli, anche se con qualche distinguo.

La differenza sta tutta nei bambini figli di immigrati inseriti nella nostra società che già vanno a scuola, non si può pensare che diventino italiani solo quando, dopo i 10 anni previsti dalla legge, sono già alle medie

Poi, nel precisare la propria posizione, incappa in uno strafalcione in latino:

Sono contario al tema ius soli coram populo, cioè perché semplicemente una persona varchi i confini sia italiana, credo sia sacrosanta la battaglia che per essere cittadini sia necessario conoscere almeno la nostra lingua, coscienti della nostra storia, e della nostra identità”

Doppio strafalcione, perché “coram populo” significa letteralmente “davanti a tutti”, e non come lo intende Zaia, e in secondo luogo perché il “diritto del suolo” di cui si sta parlando da settimane è quello del suolo in cui si nasce, e non in cui si approda, quindi si sta parlando sempre e comunque di bambini nati in Italia. Ma al netto dei distinguo, la posizione di Zaia è molto chiara.

Un ragionamento al di là dello ius soli credo debba essere fatto anche perché spesso parlano il dialetto quasi meglio di me. Sono bambini che in molti casi hanno identità veneta e non quella del Paese d’origine della loro famiglia, cosa che è accaduta spesso ai nostri emigranti

E, in un impeto di aperturismo verso i temi sociali, Zaia si dice favorevole anche alle unioni gay:

Per me non esiste il problema. Non mi avventuro su temi quali quelli delle coppie di fatto, i gay hanno diritto di rispetto e basta, non c’è nulla da aggiungere

Una Lega tutta nuova? Non proprio: secondo Zaia il problema non è nella Lega ma nella stampa che ne dà un’immagine distorta:

Nel mio partito la maggior parte delle persone ha ragionevolezza da vendere, se poi il palcoscenico viene dato al fondamentalista di turno è ovvio che la posizione sembra essere un’altra

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