Quanto ci costa la crisi petrolifera, secondo Eugenio Occorsio

Oggi su Repubblica Affari e Finanza leggo un pezzo di Eugenio Occorsio – figlio di Vittorio, di cui avevamo parlato in questo post – in cui si parla diffusamente della crisi petrolifera. Che ci sta costando parecchio, molto più del previsto, senza però che nessuno se ne accorga veramente, almeno questa è la mia impressione;

Oggi su Repubblica Affari e Finanza leggo un pezzo di Eugenio Occorsio – figlio di Vittorio, di cui avevamo parlato in questo post – in cui si parla diffusamente della crisi petrolifera. Che ci sta costando parecchio, molto più del previsto, senza però che nessuno se ne accorga veramente, almeno questa è la mia impressione; di un’orchestra che continua a suonare malgrado il Titanic stia affondando.

Calano i consumi, come chiaro, con l’aumento dei prezzi. Ma mica tutti allo stesso modo: chiunque abbia fatto un esame uno, di economia nella propria esistenza saprà che esistono beni la cui domanda è rigida e altri la cui domanda è elastica. In che senso: se per esempio le sigarette aumentano di prezzo, non ho molti beni alternativi con cui compensare. Continuerò a fumare anche se aumentano.

Mentre se per esempio i fagioli si impennano, ho molte scelte alternative. In sintesi, che importa se aumentano. Secondo voi la benzina in che categoria di queste due si piazza? Bravi, avete indovinato. In ogni caso l’Unione Europea ha comunicato che sono scesi i consumi di benzina – del 9,1% – e del gasolio – del 3,5% – rispetto all’anno precedente.

Fin qui stiamo solo parlando di benzina utilizzata per autotrazione: ma i costi non restano solo lì. Anzi: le perdite per i coltivatori diretti si aggirano intorno ai 300milioni di euro. L’agitazione dei pescatori, i cui pescherecci come noto raramente vanno a vela, vale da sola qualcosa come cento milioni di euro.

Nel mentre Aleksei Miller, numero uno di Gazprom che qualche tempo fa aveva incontrato Romano Prodi per offrirgli una poltrona poi rifiutata, arriva a prevedere il petrolio a 250 dollari al barile. Renato Brunetta invece, in un’intervista meravigliosa di Aldo Cazzullo ieri sul Corsera, si dichiara ottimista. E modesto, soprattutto. Leggete tutto l’articolo fino all’ultima riga.