Chi è Paola Severino

E che cosa ha detto e fatto nella sua prima settimana da Ministro.


Paola Severino è il ministro della Giustizia del governo di Mario Monti. Nata a Napoli il 22 ottobre 1948, si è laureata nel 1971 a pieni voti. Professore associato nel 1987 e ordinario nel 1995, per cinque anni è stata preside alla Luiss Guido Carli – dal 2002 al 2007 – mentre dal maggio 2006 è vice-rettore. Avvocato difensore di grido, ha difeso chiunque, lo ricorda anche Dago:

L’Eni, l’Enel, la Telecom, la Sparkle, la Total e la Rai. E ancora Francesco Rutelli, Azzurra e Francesco Gaetano Caltagirone, Giuseppe Consolo, Roberto Formigoni, Lorenzo Cesa, Anna La Rosa e la moglie di Bruno Vespa, Augusta Iannini.

e non solo: anche Romano Prodi. Attrice amatoriale di teatro, è anche la prima donna a via Arenula della storia d’Italia è secondo i bene informati è “in quota UdC”. Quali saranno i provvedimenti che dovrà prendere? Vedremo: di certo c’è che sul versante giustizia in Italia c’è tantissimo da fare e che difficilmente darà dispiaceri all’ex governo in carica, tanto meno a Silvio Berlusconi. Tanto che il suo nome era girato anche ai tempi della successione di Angelino Alfano, sostituito poi da un guardasigilli che ha avuto vita breve, Nitto Palma. Oggi c’è stato il suo primo ufficio di presidenza. I punti chiavi dei prossimi mesi?

Scrive TMNews che saranno:

il ddl anticorruzione, già approvato al Senato. Ma anche la riforma dell’ordine forense. In sospeso anche il ‘famigerato’ provvedimento sul processo lungo, caro all’ex premier Silvio Berlusconi, e le proposte di legge che, finite sotto il fuoco di una maggioranza bipartisan, non hanno mai avuto vita facile in Parlamento: quella sull’omofobia e quella sul divorzio breve.

una “vita facile” che quei provvedimenti non hanno avuto anche a causa di una maggioranza di governo che sarà difficile far cambiare idea. Tra gli altri provvedimenti cui dovrà pensare Paola Severino c’è sicuramente l’amnistia, su cui a parole si è mostrata timidamente possibilista, lasciandosi cadere un

«Diamoci tutti una mano. Il carcere è un problema grave»

Ora, insieme a una valanga di altri, quel problema è nella posizione di risolverlo.