G8 in Irlanda, Obama incontra Putin

Si apre oggi il vertice G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord: tanti i temi caldi per questo vertice degli otto grandi in un clima fino ad ora piuttosto disteso

Il vertice bilaterale Obama-Putin

Tanto tuonò che (non) piovve. Così si può riassumere il breve vertice bilaterale Usa-Russia a margine del G8 in Irlanda del Nord: il presidente Obama ed il suo omologo russo Putin hanno discusso in particolare di Siria e delle ultime elezioni in Iran, paesi vicini e aventi un ruolo chiave nello scacchiere geopolitico mediorientale: sulla Siria le posizioni, da sempre divergenti visti i diversi interessi in gioco, sono rimaste nettamente distanti.

Putin ha personalmente spiegato, a termine del colloquio, come sia la Russia che gli Stati Uniti abbiano il comune obiettivo di avviare una Conferenza di pace internazionale per la Siria per porre fine al più presto alle violenze della guerra civile; su tutto il resto i due hanno mantenuto posizioni diverse, come sulla no-fly zone che gli Usa vorrebbero imporre (anche se parrebbe un’ipotesi rientrata) sui cieli siriani.

Per Obama, Usa e Russia hanno un interesse condiviso affinché in Siria non si usino armi chimiche, s’interrompa la violenza e si raggiunga una soluzione politica.

Sul fronte iraniano invece entrambi si sono detti pronti a collaborare e a dialogare con Hassan Rohani, in particolare sulla spinosa questione del nucleare nella Repubblica islamica. Obama ha aggiunto che Usa e Russia hanno il dovere comune di frenare la proliferazione nucleare.

Putin è bloccato a Londra

Sarebbe colpa, secondo il presidente russo Vladimir Putin, della totale

impreparazione della squadra britannica a ricevere i leader del G8 in Irlanda del Nord domenica sera.

il motivo del ritardo del presidente russo al vertice. Putin, che secondo l’Ansa è bloccato a Londra, sarebbe giunto ieri a Londra con l’intenzione di recarsi in Irlanda già nella serata di ieri, ma si è trovato costretto a pernottare nella capitale britannica proprio a causa delle regole del vertice imposte da Londra.

In dubbio dunque l’appuntamento con il presidente Usa Barack Obama.

Il monito di Assad

In un’intervista pubblicata dal Frankfurter Allgemeine Zeitung il Presidente siriano Assad ha lanciato il suo pesante monito all’Europa, sulle ipotesi circolanti che la vogliono a fianco degli Stati Uniti per eventuali forniture di armi ai ribelli:

Se gli europei consegnano armi, il cortile dell’Europa si trasformerà in (un terreno) propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo.

Herman Van Rompuy e la crisi

Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, presente al vertice, ha lodato le iniziative comunitarie per contrastare la crisi economica. Sull’evasione fiscale Van Rompuy ha dichiarato:

L’evasione e la frode fiscale sono moralmente, politicamente e finanziariamente inaccettabili.

Sul lavoro il presidente ha spiegato di voler mobilitare tutti i mezzi possibili per combattere la disoccupazione anche perché l’anno prossimo la crescita economica non sarà abbastanza significativa per riassorbire tutti i disoccupati cretisi negli ultimi 3-4 anni.

Sulla Siria il Presidente del Consiglio europeo auspica un confronto importante durante il vertice, sopratutto tra Russia e Usa (che, è confermato, si incontreranno privatamente): l’attenzione europea è alta, dice il Presidente Van Rompuy, sopratutto su quei tre milioni di rifiugiati fuggiti dalla guerra civile.

Questa mattina invece il presidente Obama, parlando a 2000 studenti del Waterfront Hall di Belfast, ha parlato, ricordandolo, del processo di pace in Irlanda del Nord e dell’importanza del mantenimento della pace in qualsiasi contesto.

G8 di Lough Erne, Irlanda del Nord

Lavoro, crescita, evasione fiscale, Siria: questi i temi più caldi oggetto del vertice del G8, gli “otto grandi” della Terra, di Lough Erne, in Irlanda del Nord, luogo di macabri ricordi per il popolo irlandese oggi superblindato in attesa dell’inizio dei lavori, questa mattina.

I temi sul piatto sono tanti, complessi: c’è la crescita economica, che dalla crisi del 2008 è sempre centrale nei grandi appuntamenti internazionali, e l’annoso problema della mancanza di lavoro, la disoccupazione giovanile, tanto caro al nostro premier Enrico Letta (che venerdì scorso ha ospitato a palazzo Chigi un vertice a quattro con i ministri di economia e lavoro di Francia, Gran Bretagna e Germania.

C’è la lotta all’elusione ed all’evasione fiscale, un gigante economico rappresentato da fiumi di denaro che quotidianamente vengono trasferiti all’estero o riciclati in attività terze, un problema non solo per l’erario italiano o francese o statunitense, ma divenuto un problema planetario dal momento in cui la potenza economica delle mafie e di quella piccolissima percentuale di singoli uomini che detengono la stragrande maggioranza della ricchezza (in termini monetari) del pianeta si è espansa ulteriormente, a causa della crisi economica.

Ma sopratutto ci sarà la Siria, forse il nodo internazionale più imbrogliato da sciogliere: l’appello di ieri di Papa Francesco è solo l’ultimo di una lunga, ed inascoltata, serie. C’è l’Onu, che vorrebbe scongiurare completamente una guerra, il sostegno statunitense ai ribelli e il “niet” russo che fa da controcanto, ma c’è anche la posizione dell’Unione Europea, al vertice rappresentata da Letta, Merkel, Holland e Cameron, di critico attendismo, un attendismo che ha portato la primavera siriana a diventare un bagno di sangue, una guerra civile in atto da due anni e mezzo.

I quattro paesi europei presenti al vertice, Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania, dovranno fare quadrato tra loro, rappresentando una posizione unica (quella dell’Europa) affinchè anche i lavori del vertice di venerdì scorso a Roma non siano stati inutili: il presidente della commissione Jose Manule Barroso e quello del consiglio, Herman Van Rompuy, saranno al G8 proprio a sostenere la causa europea.

La distanza abissale tra la posizione russa e quella americana sulla Siria porterà anche ad un incontro privato tra Putin ed Obama.

Sul fronte economico, sempre centrale al G8, i lavori di oggi pomeriggio verteranno in particolare sulla crisi e sulla crescita economica: il G8 di Lough Erne è l’anticamera fondamentale per il Consiglio d’Europa di fine giugno e per il prossimo G20. La lotta alla disoccupazione sarà centrale in tal senso, un tema molto caro al nostro premier che probabilmente cercherà la sponda di Obama, attento osservatore dell’Europa e storicamente scettico sulla linea rigorista tedesca.

Evasione ed elusione fiscale sono invece temi molto cari al “padrone di casa” David Cameron, che proprio ieri ha dovuto affrontare l’ennesima matassa sullo scandalo Datagate, con le notizie che vogliono un controllo capillare dei servizi americani sui grandi del G20 di Londra nel 2009.

La strategia inglese è quella dell’attacco, un attacco frontale ai paradisi fiscali e l’istituzione di una “minimum tax” internazionale sui profitti esteri delle multinazionali, un tema che gli inglesi considerano prioritario su tutto.

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