Gay Pride 2013: a Roma la parata dell’orgoglio omosessuale. 40mila manifestanti (FOTO)

Laura Boldrini e Josefa Idem saranno al Palermo Pride: il ministro promette le unioni civili. Ignazio Marino diserta il Roma Pride.

18.18 Sono 40mila, secondo gli organizzatori, i partecipanti al Gay Pride di Roma che sta sfilando nella Capitale. Tra i personaggi più o meno noti in piazza ci sono anche Vladimir Luxuria, Dario Vergassola, Franco Grillini, il senatore Sergio Lo Giudice e alcuni neoeletti consiglieri romani: Francesco D’Ausilio, Paolo Masini. Uno degli slogan recita: “Marino come Pisapia, Roma come Milano, sì alle unioni civili”

17.00 Ignazio Marino manda un messaggio: “Con il cuore e il pensiero sono lì con voi. I diritti delle persone non possono essere negoziati”. Difficile che questo basti per chiudere la polemica, anche se il portavoce del Roma Pride, Maccarone, preferisce passare oltre: “Con il sindaco Marino non c’è mai stata guerra, solo delusione perché ci aspettavamo che ci fosse. Da domani si lavora insieme per i diritti di tutti”.

16.46 Iniziano ad arrivare le prime foto del Roma Pride appena cominciato nella Capitale. Ma il Gay Pride si è svolto e si sta svolgendo anche in moltissime altre città in giro per il mondo.

Guarda la gallery: il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo

Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
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Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo
Il Gay Pride 2013 in Italia e nel mondo

16.34 Un po’ di pseudo vip che approfittano della visibilità del gay pride per mettersi in mostra ci sono sempre. Quest’anno è il turno di Gabriele Paolini (professione: disturbatore tv) che si è esibito in uno strip tease sulla fontana di Piazza Esedra a Roma per poi tuffarsi nella fontana tra le risate generali.

Sta per partire il corteo di migliaia di gay, lesbiche, bisessuali e trans (ma di sicuro sarà anche pieno di etero) nella principale manifestazione di questo gay pride 2013, quella di Roma. “Roma città apertà” è lo slogan, ed è chiaramente una provocazione, visto la quantità di assalti a omosessuali che negli ultimi mesi si sono registrati nella capitale.

La preparazione e le polemiche per il Gay Pride

Il Gay Pride di domani, con manifestazioni in più città d’Italia (Milano, Bologna, Roma, Palermo, etc), sarà l’ennesima occasione per ribadire quanto oggi l’omofobia sia oggi divenuta uno “stato mentale” e non più una questione culturale: per la prima volta un Presidente della Camera, Laura Boldrini, sarà presente in piazza a Palermo per ribadire il suo sostegno alla comunità omosessuale, che chiede semplicemente diritti e civiltà.

Con lei ci sarà anche Josefa Idem, ministro per lo Sport e le Pari opportunità, la quale copre un ruolo istituzionale assolutamente di primo piano, nonchè di riferimento, nella comunità omosessuale (e non solo): in virtù di questo Idem ha esternato uno dei testi di legge che intende proporre:

Il mio intento è di proporre un disegno di legge sulle unioni civili, cosa che sempre più cittadini e cittadine chiedono giustamente.

Una cosa, questa, che scatenerà polemiche ferocissime almeno nelle prossime settimane ma che, in un paese come l’Italia, non è assolutamente più rinviabile: le unioni civili infatti non riguardano solo le coppie omosessuali, ma tutti i cittadini italiani che, per qualsivoglia motivo, non intendono certificare con un contratto (estremamente vincolante tra l’altro, dovreste provare a divorziare) il loro amore coniugale.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la presidente Laura Boldrini:

Noi qui oggi parliamo di diritti. Nessuno ha il diritto di ridicolizzare questo nostro incontro. Qui non vedo né carnevalate né pagliacciate, ma persone che si confrontano sui diritti, che sono un tema cruciale. Questa manifestazione si svolge in una città da millenni crocevia di popoli e culture, dove da sempre chi vi arriva trova accoglienza e inclusione e quindi arricchimento culturale.

Parole chiare che, anche in questo caso, faranno certamente discutere. Come già fa discutere invece, in una polemica al momento tutta a sinistra ma che si sposterà incredibilmente anche dalla parte opposta (mi mangio il cappello se non succede) anche la non partecipazione di Ignazio Marino, neo sindaco a Roma, alla manifestazione Roma Pride.

Marino ha giustificato la sua assenza, qualora ce ne fosse necessità, adducendo impegni familiari pregressi:

Una risposta irrispettosa e offensiva nei confronti di una comunità che si batte da anni e domani scenderà in piazza proprio per vedere riconosciuti i diritti, la visibilità e la dignità delle proprie famiglie.

E’ la reazione del Comitato Roma Pride. Dal canto suo Marino ha sottolineato il suo impegno per la parità di genere, inviando una lettera di solidarietà e vicinanza.