Turchia, Gezi Park. La polizia sgombera i manifestanti

“Continueremo la nostra resistenza contro ogni ingiustizia nel nostro Paese”, dicono i ragazzi di Piazza Taksim

Aggiornamento 20.10 Erdogan aveva dato tempo fino a domani per sgomberare Piazza Taksim, ma invece la polizia turca è già intervenuta contro turca contro i manifestanti. Cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro le centinaia di persone scese in piazza per mostrare la loro solidarietà ai giovani che occupano Gezi Park. (fine aggiornamento)

Era probabile che sarebbe finita così, visto che la questione dei 600 alberi di Gezi Park è stata solo la miccia che ha fatto esplodere il tutto, ma le ragioni della contestazioni al premier Erdogan sono ben più profonde. E quindi, alla richiesta di Erdogan di sgomberare dopo lo stop ai lavori per la costruzione del centro commeriale, i manifestanti hanno risposto con un secco “no”.

“Continueremo la nostra resistenza contro ogni ingiustizia nel nostro Paese. Questo non è che l’inizio, la nostra lotta proseguirà”. Questo il comunicato del collettivo, che riunisce 116movimenti. Intanto, nella notte si sono registrati scontri e arresti ad Ankara.

Erdogan: sgomberate entro sera.

Dopo la parziale battuta d’arresto di Erdogan la scorsa notte, con il premier deciso ad attendere il pronunciamento della magistratura sull’abbattimento degli alberi a Gezi Park, è giunta la sostanziale conferma del blocco temporaneo del progetto governativo:

Se il vostro messaggio riguarda Gezi Park, è stato ricevuto. Mi auguro che l’occupazione di Gezi Park termini questa sera.

Non esattamente in linea con i manifestanti, anzi il tentativo di perpetrare una disinformazione delegittimante è chiaro, ma è pur sempre una prima battuta d’arresto, forse una prima pietra che porrà fine alle violenze delle ultime settimane. Nel frattempo a piazza Taksim si tiene la commemorazione delle cinque vittime fino ad oggi accertate.

Turchia, apertura di Erdogan su Gezi Park

Non è esattamente un’apertura quella del premier turco Recep Tayyip Erdoğan, ma vista l’aria che tira in Turchia è già qualcosa: il primo ministro ha deciso, durante l’ultima travagliata notte di tensioni, di attendere il verdetto che la magistratura pronuncerà in merito all’abbattimento dei 600 alberi di Gezi Park, la miccia che ha incendiato la polveriera del Bosforo.

La Turchia è uno stato di Diritto ed è impossibile per l’esecutivo portare avanti un’azione illegale. C’è una decisione della magistratura, il governo si deve attenere.

Con queste parole Huseiyn Celik, portavoce dell’Akp, ha portato a conoscenza l’opinione pubblica della decisione di Erdogan, che tuttavia ha già criticato aspramente una prima sentenza su Gezi Park (avendo avuto, come effetto, il blocco del progetto governativo). Celik ha anche garantito che, qualora venissero dimostrate e certificate le violenze della Polizia, i colpevoli saranno consegnati alla giustizia.

Gli esponenti della “Piattaforma Taksim” hanno espresso la loro soddisfazione per l’impegno del governo

Questo pomeriggio alle ore 16 inoltre, proprio a Gezi Park, i manifestanti, gli attivisti e i cittadini turchi esprimeranno il loro cordoglio per le vittime (cinque quelle confermate) di queste due settimane di protesta, una commemorazione che si preannuncia pacifica (almeno da un lato della barricata): sotto la pioggia di Instanbul sono attese migliaia di persone.

La situazione appare, dopo le novità di questa notte, decisamente meno tesa rispetto a ieri, in particolar modo dopo il quasi ultimatum del premier. Il portavoce di Akp ha invitato, per l’ennesima volta, i manifestanti a sciogliere il presidio permanente e a tornare nelle loro case ma a piazza Taksim hanno ribadito che lasceranno libertà di coscienza ad ognuno se ottemperare o meno alle richieste del governo.