Dalai Lama: “Vorrei reincarnarmi in Europa”

Se dovessi lavorare sodo, allora sceglierei la Germania. Ma molto probabilmente non sarà così. Perché la parte di me più spensierata preferisce l’Italia

Il Dalai Lama ha un sogno: reincarnarsi in Europa. Di più, in Italia: “Ho un debole per il Belpaese”. L’autorità religiosa tibetana, in esilio vicino a Dharamsala, ogni giorno accoglie centinaia di pellegrini, ma ci sono pure attivisti che chiedono ub “Tibet libero”. E pure i giornalisti, a cui rivela: “Il mio desiderio principale è la preservazione del buddismo tibetano e della sua cultura. Le domande politiche passano in secondo piano. Anche se molte aree del Tibet, compresa quella dalla quale provengo, sono state per molto tempo sotto il dominio cinese. I tibetani si sentono sempre di più un gruppo etnico. Questo grazie al buddismo, alla cultura e alla lingua”.

Il Dalai Lama non può non parlare delle autoimmolazioni per la libertà del suo Paese: “C’è troppa pressione sui giovani tibetani, troppa ostilità. Per questo alcuni sacrificano la loro vita. Ma i giovani, che spesso mostrano una certa risolutezza, a volte possono fare danni e scatenare la violenza. Le loro azioni non aiutano la causa tibetana, perché a maggiori proteste si contrappone una repressione più dura e una presenza militare cinese più capillare. La questione fa tibetana fa risolta con il dialogo”.

Fa una previsione infausta sulla Cina, la massima autorità religiosa del Tibet: “Temo che la Repubblica Popolare Cinese possa naufragare. Lì non c’è altro che capitalismo. Il solco tra ricchi e poveri, oggi in Cina, è troppo grande. Un contadino cinese tempo fa mi ha raccontato delle cose tremende. E’ una cosa sconvolgente. Come si è potuti arrivare a tanto in un Paese socialista? Come si possono lasciare al proprio destino i contadini?”.

Ed eccoci alla reincarnazione e al vero sogno del Dalai Lama. “Lo scopo di una rinascita, nel buddismo, è quello di adempiere a compiti che non sono stati soddisfatti in una vita precedente. Perciò, rinascerò in un posto dove tutto questo sarà più facile. Di sicuro sarà in un Paese libero e non in Tibet. “. Forse, però, quando la crisi sarà passata.

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