Movimento 5 Stelle | Ufficiale: scissione alla Camera. Martedì manifestazione pro Beppe Grillo

Lunedì i senatori dissidenti del M5S dovrebbero seguire i colleghi deputati. Dopo il processo ad Adele Gambaro.

Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle

Aggiornamento: appuntamento per i sostenitori di Beppe Grillo martedì 18, dalle ore 9 alle ore 12, in piazza Montecitorio “per manifestare il sostegno al capo e ai parlamentari eletti”. L’annuncio arriva dal Movimento 5 stelle di Roma, via Facebook e Twitter. (fine aggiornamento)

È cosa ormai nota che tra lunedì e martedì si sarebbe consumato lo strappo definitivo nei gruppi del Movimento 5 Stelle a Camera e Senato. La cosa ha subìto un ulteriore accelerazione in seguito alle fortissime polemiche sul processo ad Adele Gambaro (chi vota per salvare la senatrice, ha detto Vito Crimi, sarà espulso).

Insomma, il clima da caccia alle streghe che c’è nel M5S ha portato la vicenda all’unica conclusione possibile: i dissidenti se ne vanno e formano il loro gruppo. A sorpresa, però, i primi a muoversi sono i deputati. L’Ansa ha appena rivelato che lo statuto per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare alla Camera è pronto. Si tratta di poche righe con le quali i deputati ribelli sottolineano che intendono “dare continuità al progetto del M5S”. Ma, viene spiegato, “con maggiore attenzione alla gestione della democrazia interna”.

Per vedere le mosse dei senatori, bisognerà attendere lunedì. Quando il processo ad Adele Gambaro sarà concluso.

Nel Movimento 5 Stelle tutto pronto per la scissione

Il giorno del giudizio è arrivato per il Movimento 5 Stelle. Il giudizio sul caso Adele Gambaro, che verrà chiamata a processo lunedì. Termini fastidiosi da usare, visto che si sta parlando di un movimento che si vorrebbe democratico e di una senatrice della Repubblica, ma quando è lo stesso Beppe Grillo a lanciare un tweet “Gambaro a giudizio”, vengono immediatamente in mente i regimi, non certo la democrazia. L’inquisizione, anche.

Beppe Grillo si dev’essere ormai convinto di essere un novello Torquemada, che tutto può e tutto dispone. In questo aiutato anche dall’idolatria nei suoi confronti che i talebani del gruppo gli offrono. Ma siccome non tutti nel M5S sono disposti ad accettare una situazione che è davvero sfuggita di mano – una senatrice che viene espulsa per aver criticato il capo è un bruttissimo segnale – contestualmente al processo ad Adele Gambaro che andrà in scena lunedì avverrà anche la scissione del gruppo.

Una pattuglia di senatori è in contatto con il Pd, non per entrare nelle loro fila, ma per chiedere consigli su come si faccia per formare un gruppo autonomo. Alla Camera invece dovrebbe avvenire tutto attorno a martedì. Insomma, la mediazione è fallita. Il tentativo di non andare alla resa dei conti è andato a schiantarsi contro i soliti talebani adoranti del leader, Roberto Fico e Riccardo Nuti in primis, che vogliono sfruttare l’occasione per andare alla conta, liberarsi delle voci critiche e rendere il Movimento 5 Stelle un partito omogeneo in cui non si osa uscire dal seminato.

Ieri sera, nell’assemblea che ha deciso del processo, lo scontro è stato violentissimo e molto sofferto. E anche se il tutto non si è ancora risolto, alcune cose sono ormai definitive: Lorenzo Battista, Paola De Pin, Rosetta Blundo, Cristina De Pietro e Ivana Simeoni se ne vanno. È ormai cosa certa. Com’è certo che altri senatori li seguiranno. Probabilmente tutti quelli inquietati dalle parole di Beppe Grillo e dall’atteggiamento squadrista dei suoi talebani.

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