Wimbledon 2013: le pagelle, Murray 10 e lode, Federer e Nadal disastrosi

Ecco il pagellone di Wimbledon 2013. Dieci meritato per Murray. Federer e Nadal insufficienti

E così è finita negli archivi un’altra edizione di Wimbledon. La ricorderemo per il trionfo di un britannico, Andy Murray, atteso dai sudditi di Sua Maestà da ben 77 anni, per la vittoria di Gianluigi Quinzi nel torneo junior, per le inaspettate eliminazioni di Federer e Nadal nei primi turni e per l’ecatombe di teste di serie e di ritiri che hanno privato la kermesse londinese di alcuni dei protagonisti più attesi. Ecco il mio pagellone dei Championship.

Murray 10 e lode: Il voto è scontato. Con le sconfitte premature di Federer e Nadal, inseriti nella sua stessa porzione di tabellone, arrivare in finale era il risultato minimo.  Andy ha resistito alle pressioni di pubblico e tabloid, ha sofferto contro Verdasco e Janowicz e vinto in rimonta anche la finale con Djokovic, approfittando al meglio di un avversario piuttosto spompato (come Federer nel torneo olimpico…). Vincendo Wimbledon, Murray ha sconfitto definitivamente le sue paure. Anche questo è un grande successo. Prossimo traguardo, diventare n°1.

Djokovic 8,5: Nole è arrivato alla finale in condizioni non certo ideale. La maratona di oltre quattro ore con Del Potro lo ha fiaccato nel corpo e nella mente. Qualche rimpianto non manca. I due break di vantaggio non concretizzati nel secondo e terzo set della finale avrebbero potuto cambiare la partita. Dopo il Roland Garros, un altro traguardo stagionale è svanito. Djokovic non vince dallo scorso aprile, a Montecarlo. Un digiuno piuttosto lungo.

Janowicz 9: Jerzy è stato l’altro grande protagonista di questa edizione di Wimbledon. Bravo ad approfittare delle importanti defezioni nella sua parte di tabellone, il polacco ha raggiunto un traguardo insperato come la semfinale, non male per un tennista che appena un anno faticava a qualificarsi anche nei Challenger. Dopo l’exploit di Bercy dello scorso dicembre era un pò sparito dai radar. Ora non deve appagarsi. Sul cemento americano può esprimersi al meglio e scalare ulteriori posizioni nel ranking.

Del Potro 8: Altra sconfitta atroce per Delpo sul Centrale. Un anno fa, l’argentino uscì sconfitto dalla maratona olimpica con Federer, ora, dalle oltre quattro ore di battaglia con Djokovic. L’8 però è un voto più che meritato. Reduce da una primavera difficile a causa di problemi di salute, Del Potro ha rischiato di fracassarsi il ginocchio sull’erba viscida di Londra. Ha resistito, sconfitto un avversario non certo malleabile come Ferrer e impensierito il numero uno del mondo.

Federer e Nadal  4 — : Sarà difficile spiegare ai posteri il perchè due Carneadi come Darcis e Stakhovsky ci abbiano privato dei due campionissimi nella seconda settimana dei Champioship. Tanti i demeriti per Rafa e Roger. Il primo, appagato dall’ennesimo trionfo al Roland Garros, si è presentato, di nuovo, con il ginocchio scricchiolante e piuttosto svuotato. L’elvetico, preso a pallate da Stakhovsky, sembrava l’ologramma del campione che fu. Da oggi è il nuovo numero 5 Atp, una posizione che lo obbliga a un’estate di impegni con le partecipazioni a Amburgo e Gstaad utili per racimolare punti e ritrovare motivazioni. E pensare che un anno fa se ne stava tranquillo in vacanza in Sardegna con il trofeo di Wimbledon in bacheca e la vetta del ranking ritrovata.

Verdasco 7: Wimbledon ci ha restituito un tennista. Fernando, con Janowicz, è un’ altra delle note liete del torneo. Peccato per la rimonta subita da Murray nei quarti, in vantaggio due set a zero. Ora l’appendice sulla terra europea e l’estate americana ci diranno se l’exploit dell’iberico  è scaturito da un tabellone favorevole o, come spero, dal gioco ritrovato.

Seppi 6,5: Il voto va alla due vittorie al quinto con Istomin e Nishikori. Meriterebbe l’insufficienza per l’indolenza con cui ha affrontato l’ottavo di finale con un Del Potro che, prossimo al ritiro, faceva fatica a muoversi sul campo.

Ferrer e Berdych 5,5: David ha deciso di prendersi un mese di vacanza. Ci voleva dopo una prima parte di stagione giocata a tutta. Che le gambe di Ferru non fossero al meglio lo si è visto fin dall’esordio con Alund e dalle successive rincorse con Bautista Agut, Dolgopolov e Dodig. La batosta con Del Potro era inevitabile. Berdych ha mostrato di nuovo i suoi limiti nel momento decisivo. In vantaggio 3-0 nel secondo set con Djokovic nei quarti, Thomas si è fatto rimontare e sconfiggere in un amen. Al ceco manca sempre una lira per fare un milione.

Foto | © Getty Images

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