M5S: lunedì Gambaro a giudizio, fissata la riunione congiunta dei gruppi parlamentari

Lunedì 17 giugno i gruppi di Camera e Senato si riuniranno per discutere su Adele Gambaro, poi la decisione sarà sottoposta al giudizio della Rete.

Vito Crimi, capogruppo al Senato uscente, e il suo successore Nicola Morra hanno pubblicato un post sul sito di Beppe Grillo che dal tono usato sembra già una condanna. La Gambaro è accusata di aver messo in atto un’azione lesiva dell’immagine e dell’attività del movimento.
Crimi e Morra spiegano che, considerate le sollecitazioni pervenute dalla Rete, loro stessi hanno consigliato alla cittadina-senatrice di trarne le conseguenze e dimettersi e la diretta interessata era sembrata in un primo tempo incline a seguire il suggerimento per non arrecare ulteriori danni al movimento poi, però, ha rimandato ogni chiarimento e, si legge nel post

“diversamente da quanto aveva garantito in precedenza, ha posto in essere un problema squisitamente ‘italico’: evitare il rispetto di regole che, ancorché non scritte, sono prima di tutto logiche e morali, tanto che la stessa, in occasione delle Parlamentarie, aveva promesso che nel caso di disaccordo con la linea del Movimento 5 Stelle, avrebbe dato le sue dimissioni dal Parlamento”

Crimi e Morra sostengono di essere dispiaciuti nel trovarsi costretti a dover rinnovare l’invito alla coerenza e al rispetto del patto elettorale su cui si fonda la responsabilità politica dei parlamentari e che invece da parte di alcuni risulta difficile da rispettare.
La riunione congiunta di lunedì valuterà la “proposta di cessazione dell’appartenenza al gruppo parlamentare”, ma ogni decisione sarà poi sottoposta al voto decisivo della Rete.

Nel corso dell’assemblea di oggi pomeriggio alcuni parlamentari come Paola De Pin, Lorenzo Battista, Cristina De Pietro e Ivana Simeoni sono andati via prima degli altri e si è sentito anche urlare “ora basta!”. Laura Bottici, una degli “ortodossi” del movimento ha detto, a proposito della Gambaro, che “se uno sta male è libero di uscire, ma non è un’espulsione”. La Bottici ha anche fatto notare che Grillo parla con quei toni da quindici anni, e quindi, in riferimento alla Gambaro, si chiede perché prima andasse bene e ora non più.

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