Scilipoti alla Camera col lutto al braccio: un paio di cose sugli ex Responsabili

Domenico Scilipoti spiega perché non vota la fiducia a Monti.


Si era quasi arrivati alla fine delle dichiarazioni di voto alla Camera per la fiducia al governo Monti. Quando è apparso Domenico Scilipoti. L’ho visto come forse l’avrete visto anche voi: nella diretta streaming dalla Camera. E ho pensato subito alla distanza siderale tra Domenico Scilipoti e Mario Monti: due galassie lontanissime, due mondi che anche giustamente non avevano alcun motivo di incontrarsi se non in Parlamento. Ma grazie a chi e che cosa si incontrano? Scilipoti è finito in Parlamento con l’IDV, è sempre bene ricordarlo. Ma è diventato una celebrità dopo la fiducia del 14 dicembre 2010, quando insieme agli ormai fu Responsabili – confluiti in Popolo e Territorio – diventò il simbolo della opaca fiducia conquistata dal governo Berlusconi. Ho guardato meglio nell’inquadratura della Camera, nella diretta streaming. Chi altro c’era?

Al centro c’era Scilipoti, col suo bel lutto al braccio, per la fine del governo Berlusconi. Sul lato destro invece c’era Maurizio Grassano, altro leggendario esponente dei Responsabili, che pochi giorni fa spiegava ad Antonello Caporale “La mia paura è che se esco da qui mi ritrovo disoccupato (…) Mi sono beccato anche una condanna a quattro anni per truffa aggravata (…) Ai quattro anni aggiunga i cinque di interdizione dai pubblici uffici. Mi dica lei se non è crudeltà allo stato puro”. Ma era solo l’ultima delle chicche grassaniane, si potrebbe stilare un lungo elenco. E a sinistra nell’inquadratura chi c’era?

Al lato sinistro invece c’era la chioma canuta dell’Onorevole Antonio Razzi, altra icona responsabile, altra faccia che ben ha rappresentato l’ultimo anno di tramonto berlusconiano. Scrive Paolo Ojetti:

la vera svolta è stata quando, intervistato da Danilo Scarrone del Tg3, Antonio Razzi ha rivelato il suo misconosciuto genio. Domanda: “Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. Risposta: “Un incarico di governo”. Domanda: “Va bene, ma quale incarico? Cosa preferirebbe?”. Risposta: “Non importa, basta che vado al governo”.

È bene ricordare, oltre alla provenienza di Scilipoti dall’IDV, anche quella dei voti che hanno prolungato – con esiti disastrosi e per un anno – l’agonia del governo Berlusconi.