Ore 13: Mario Monti al Senato stasera alle 20.30 la fiducia – la diretta

Si comincia a fare sul serio: oggi la fiducia al Senato.

Ieri i ministri e il giuramento, oggi già in Senato. Corre Mario Monti, e corre in fretta. Dalle 13 in poi Mario Monti sarà al Senato per le dichiarazioni programmatiche, in tarda serata alle 19 le dichiarazioni di voto e intorno alle 20.30 la prima chiama per la fiducia al Senato al governo Monti. Venerdì invece Mario Monti sarà alla Camera. Seguiremo in diretta il pomeriggio di Mario Monti al Senato.

Ore 13.55 – Conclude l’intervento Monti: “Se sapremo cogliere insieme questa opportunità per avviare un percorso costruttivo, avremo l’occasione di riscattare il Paese e riscattare la fiducia nelle sue istituzioni”. Applausi e ringraziamenti. La seduta riprende alle ore 14.15.

Ore 13.53 – Prosegue Monti: “Una strategia di rilancio della crescita non può prescindere da un’azione di contrasto alla criminalità organizzata (…) l’Italia ha bisogno di una politica estera coerente con i nostri impegni (…) Se non vedete ancora a questi banchi il nostro collega ministro della Difesa è perché l’ho svegliato alle tre di notte in Afghanistan, pensavo fosse a Bruxelles. Ecco un esempio di militare all’estero che sta facendo i salti mortali per giurare nella mani del capo dello stato nelle prossime. (applauso)”.

Ore 13.50 – Ultimi minuti dell’intervento di Mario Monti: “Promozione della natalità e condivisione della responsabilità da parte di entrambi i genitori (…) Infine attenzione particolare alle prospettive dei giovani, sarà una delle priorità nelle azioni di questo governo (…) eliminare vincoli che impediscono ai giovani di sfruttare il merito individuale (…) l’Italia ha bisogno di investire sui suoi talenti, e non trasformarsi un un’entità di cui i suoi talenti non sempre siano orgogliosi. E per questo la mobilità sociale, geografica, è la nostra migliore alleata (…) investimenti in infrastrutture, sono fattori rilevanti per accrescere la produttività totale dell’economia, e abbiamo per la prima volta valorizzato le politiche di sviluppo dell’economia reale con l’attribuzione a un unico ministro”. E qui Monti parla di Corrado Passera.

Ore 13.43 – Qui si parla di mercato del lavoro: il modello è la Fiat dei referendum di Sergio Marchionne, per quel che riguarda la contrattazione. “Dovranno essere riformate le istituzioni del mercato del lavoro dove alcuni sono fin troppo tutelati, e altri sono fin troppo privi di tutele. Le riforme in questo campo dovranno avere un duplice scopo (…) in ogni caso il nuovo ordinamento verrà applicato ai nuovi rapporti di lavoro, per offrire loro una disciplina veramente universale mentre non verranno modificati i rapporti di lavoro in essere (…) vogliamo spostare il baricentro della contrattazione verso i luoghi di lavoro.

Ore 13.40 – Ora si parla di ICI: “In questa cornice intendiamo riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare. l’Italia è caratterizzata da una pressione fiscale bassa sulla casa, l’esenzione all’ICI, sempre nel confronto internazionale rappresenta un’anomalia”. Diamola per quasi-certa: torna l’ICI, non una novità assoluta ma ora c’è una certezza in più.

Ore 13.37 – “Il nostro sistema pensionistico rimane caratterizzato da ampie disparità di trattamento, nonché da aree di ingiustificato privilegio. (…) dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni che caratterizzano uno stato di diritto (…) lotta all’evasione fiscale, anche per abbattere le aliquote”.

Ore 13.34 – “Necessario allinearsi alle best practice europee, avvierò una spending review della Presidenza del Consiglio”. Ora il discorso sta scollinando verso gli interventi che proporrà il governo Monti. Gli interventi sui quali stasera sarà votata la fiducia. Ora si sta parlando di tagli ai costi della politica.

Ore 13,30 – Continua Monti: “Due fasi del nostro intervento: da un lato una serie di provvedimenti per affrontare l’emergenza, e restituire fiducia nelle capacità del nostro paese di sostenere una crescita duratura ed equilibrato. Dall’altro, modernizzare strutture economiche e sociali, per ampliare le opportunità per tutti in una quadro di rinnovata coesione territoriale”.

Ore 13.28 – E aggiunge sempre Monti: “Equità significa chiedersi quale sarà l’effetto delle riforme sulle componenti della società (…) se non troveremo la necessaria unità d’intenti, la spontanea evoluzione della crisi finanziaria ci sottoporrà tutti a condizioni ben più dure. La crisi che stiamo vivendo è internazionale. È internazionale, lo sto dicendo a tutti: ma l’Italia ne ha risentito in maniera particolare: al termine del prossimo anno il pil dell’Italia sarà ancora 4 punti sotto il livello precrisi (…) L’area euro nella stessa data avrebbe invece recuperato”.

Ore 13.08 – Un applauso e parla Mario Monti: “Signor Presidente, onorevoli senatrici, onorevoli senatori è con grande emozione che mi rivolgo a voi come primo atto del percorso rivolto ad ottenere la fiducia del parlamento al governo ieri costituito l’emozione è accresciuta dal fatto che oggi prendo la parola per la prima volta in quest’aula (…) sono onorato di entrare a far parte del Senato della Repubblica, desidero rivolgere un saluto deferente al capo dello stato Giorgio Napolitano, che con grande saggezza perizia e senso dello stato ha saputo risolvere una situazione difficile in tempi strettissimi (…) rivolgo il mio saluto ai presidenti emeriti della repubblica ai senatori a vita e a tutti i senatori, mi auguro di poter stabilire con ciascuno di voi anche un rapporto personale, come vostro collega seppur l’ultimo arrivato. Il parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di governo, lo snodo decisivo per il rilancio della vita democratico al parlamento vanno riconosciute e rafforzate dignità credibilità autorevolezza, da parte mia vi sarà sempre una chiara difesa del ruolo di entrambe le camere. Un ringraziamento specifico desidero infine esprimere al nostro presidente, il Presidente Schifani ha voluto accogliermi (applausi) fin dal primo istante di questa mia missione, come potete immaginare non semplicissima, svoltasi in gran parte a Palazzo Giustiniani con una generosità e una cordialità che non potrò dimenticare. Rivolgo infine un pensiero rispettoso e cordiale al presidente e onorevole dott. Silvio Berlusconi (applausi) mio predecessore, del quale mi fa piacere riconoscere l’impegno nel facilitare in questi giorni la mia presa di successione a lui. Il governo riconosce di essere nato per affrontare in spirito costruttivo e unitario una situazione di seria emergenza. Io vorrei usare questa espressione: governo di impegno nazionale (…) rinsaldare le relazioni civili e istituzionale, fondandole sul senso dello stato, è il senso dello stato, la forza delle istituzioni che evita la degenerazione di famiglia in familismo (…) e io ho inteso fin dal primo momento il mio servizio allo stato non certo con la supponenza di chi considerato tecnico venga per dimostrare una asserita superiorità della tecnica rispetto alla politica, al contrario, spero che il mio governo e io potremo nel periodo che ci è messo a disposizione a contribuire in modo rispettoso e con umiltà di riconciliare maggiormente i cittadini alla politica (applausi) io vorrei, noi vorremmo, aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito che fa parte naturalmente della vita democratica, molto molto acceso, e consentirci di prendere insieme e senza alcune confusione delle responsabilità”.

E sulle difficoltà del momento attuale: “Le difficoltà del momento attuale: l’Europa sta vivendo gli anni più difficile dal dopoguerra, il progetto che dobbiamo alla lungimiranze di grandi uomini politici (…) tra cui Alcide De Gasperi (…) è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione. Un fallimento farebbe venire meno la prospettiva di un mondo più equilibrato (…) non illudiamoci onorevoli Senatori che il progetto europeo possa sopravvivere senza unione monetaria, la fine dell’euro disgregherebbe il mercato unico, ci riporterebbe la negli anni cinquanta (…) altrimenti ci ritroveremo soci di un progetto che non avremo contribuito a elaborare, da paesi che hanno oltre a cuore l’Europa, i proprio interessi nazionali (…) il futuro dell’euro dipende anche da quello che farà l’Italia nelle prossime settimane, dobbiamo convincere che abbiamo imboccato la strada di una riduzione graduale ma durevole del rapporto debito-pil. Tre pilastri: rigore bilancio, crescita, equità. Nel ventennio scorso l’Italia ha fatto molto, sebbene alzando la pressione fiscale, più che riducendo la spesa pubblica, ma quegli sforzi sono stati frustrati dalla mancanza di crescita che ha annullato i sacrifici fatti. Dobbiamo porci obiettivi ambiziosi (…) ma non saremmo credibili nel perseguimento di questi obiettivi se non ricominceremo a crescere (…) Non c’è nessuna originalità europea (…) non vediamo i vincoli europei come imposizioni. Non c’è un loro e un noi: l’Europa siamo noi (…) più tardi si comincia, più tardi arrivano i benefici. (…) i sacrifici dovranno essere equi.”

Ore 13.05 – Per ora Schifani, Presidente del Senato, sta solo ratificando le nomine ai ministri senza portafoglio di cui vi avevamo scritto ieri. Vi siete dimenticati i ministri del governo Monti? Potete rileggere la nostra scheda con tutti i ministri con e senza portafoglio.