Running – Consigli nutrizionali: Anguria e melone

La capacità che angurie e meloni hanno di dare refrigerio e dissetare in estate porta molti ad abusare alla fine dei pasti di questi due frutti, nell’errata convinzione che “tanto è tutta acqua”; in realtà anguria e melone andrebbero consumati da soli e a digiuno, poichè non tutti sanno che in questo modo sono molto

La capacità che angurie e meloni hanno di dare refrigerio e dissetare in estate porta molti ad abusare alla fine dei pasti di questi due frutti, nell’errata convinzione che “tanto è tutta acqua”; in realtà anguria e melone andrebbero consumati da soli e a digiuno, poichè non tutti sanno che in questo modo sono molto più digeribili, rimanendo nello stomaco per pochi minuti e passando direttamente all’intestino.

Quando invece vengono assunti insieme ad altri cibi, come per l’immancabile melone con prosciutto crudo a metà pasto o l’anguria alla fine, il loro tempo di permanenza nello stomaco di allunga di parecchio rendendo difficile la digestione e arrivando alle volte a causare dolori addominali.

Quando si pratica il running, la conoscenza di queste dinamiche digestive è importante, come si può ben capire, ma non è l’unica cosa a cui uno sportivo deve prestare attenzione quando a tavola ci sono questi frutti. Per esempio bisogna tenere conto dell’apporto glicidico e in minerali.

In 100 grammi di anguria il 7% sono zuccheri, gran parte dei quali sono dati dal fruttosio e il resto da saccarosio e glucosio; invece nel melone un etto di polpa fornisce un apporto di carboidrati del 12%, due terzi dei quali è saccarosio, quindi la reazione insulinica è maggiore.

Il discorso dei minerali è ancora più delicato.
L’anguria e il melone, assunti in grandi quantità possono portare ad uno squilibrio elettrolitico dell’organismo, e questo, per chi pratica molto sport, può essere fonte di crampi; è vero infatti che di crampi ce ne sono diversi tipi e le cause possono essere molteplici ma i livelli di elettroliti (in particolare calcio, potassio, magnesio, sodio) hanno sicuramente un ruolo.

In un etto di anguria c’è pochissimo sodio (1 mg) e parecchio potassio (160 mg) mentre nel melone i valori di sodio e potassio sono più bilanciati (20 mg e 330 mg) ma il potassio rimane comunque elevatissimo.

E’ abbastanza evidente quindi come la netta prevalenza del potassio sul sodio possa creare problemi specialmente in chi, al termine per esempio di una maratona, deve reintegrare i sali persi in modo corretto.

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