Mario Monti e la Lega Nord: un’analisi della strategia del Carroccio

La Lega va all’opposizione del governo Monti

di luca17



Facciamo il punto sulla posizione netta assunta dal Carroccio nella crisi. Come s’è visto la Lega si è rifiutata di andare a Roma a colloquiare con Mario Monti e Bossi si è limitato a un abboccamento telefonico. Perché? Si tratta semplicemente del primo passo della strategia lumbard di tenersi il più lontano possibile dal governo tecnico nascente.

La decisione è puramente tattica. Bossi stesso probabilmente si rende conto che al momento non c’erano alternative all’arrivo di un “salvatore della patria”, ma sa anche che Monti gode già di sufficiente appoggio per partire; non gli serve anche quello della Lega.

E allora tanto vale buttarsi immediatamente all’opposizione per raccogliere i frutti dello scontento popolare alle prossime elezioni. Scontento pressoché certo, perché Monti si avvia a istituire una masnada di nuove tasse e a nessuno fa piacere pagarle, come noto.

A ciò si aggiunga che il Pdl e Berlusconi sono bolliti; che Fini è odiato dal 90% dell’elettorato di destra, e che a chi ha in uggia un governo del Pd (pressappoco metà del paese) tra poco non resteranno grosse alternative.

In quest’ottica va vista anche la riapertura simbolica del parlamento padano. Bossi ha fiutato il momento. Se non ora, quando?

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