Strage a Tempio Pausania: condannato l’assassino della famiglia Azzena

Strage di Tempio Pausania: Angelo Frigeri è stato condannato all’ergastolo

di guido

Il Tribunale di Tempio Pausania ha condannato con rito abbreviato Angelo Frigeri all’ergastolo per il triplice omicidio di Giovanni Azzena, Giulia Zanzani e Pietro Azzena – il loro figlioletto di 12 anni – avvenuto il 17 maggio del 2014. Il giudice ha accolto senza eccezioni le richieste del PM Angelo Beccu, respingendo la tesi dell’avvocato Giampietro Cocco che puntava a far riconoscere il suo assistito incapace di intendere e volere.

Strage a Tempio Pausania: uccisi padre, madre e figlio dodicenne. Arrestato un amico di famiglia

19 Maggio 2014

18.38 – Si chiama Angelo Frigeri, ha 32 anni ed è incensurato l’uomo in stato di arresto sospettato dai Carabinieri di essere l’autore della strage di Tempio Pausania. L’uomo è accusato di triplice omicidio plurimo aggravato dalla crudeltà con cui si è consumato. Una strage, spiegano gli inquirenti, nel corso della quale l’uomo avrebbe agito da solo:

“Tranquillizziamo l’opinione pubblica: non c’è un serial killer che gira per Tempio, ma si tratta di un fatto di criminalità che si inquadra in vicende di usura che avevano riguardato il capofamiglia e si è sviluppato fino a queste fasi.”

ha spiegato il procuratore di Tempio Pausania Fiordalisi nel corso di una conferenza stampa oggi pomeriggio.

12.41 – Sarebbe stato fermato un uomo, sospettato di essere uno degli autori della strage familiare a Tempio Pausania: il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore Beccu e dal Procuratore capo Fiordalisisi è giunto al termine di una lungo interrogatorio su un amico della famiglia Azzema, cominciato già nella tarda serata di ieri e gestito dai Carabinieri. Non sono trapelate ulteriori notizie, a parte che si starebbe indagando su tre persone riprese dalle telecamere di sorveglianza.

Alle 16 è prevista la conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Sassari.

11.28 – Secondo quanto riporta l’Ansa ci sarebbe stata una svolta nella notte per le indagini sul triplice omicidio sardo: fra le varie persone interrogate dai carabinieri da ieri, l’attenzione si è concentrata su quattro-cinque soggetti: in particolare gli investigatori avrebbero messo sotto torchio un uomo, amico della famiglia Azzena, che si trova da ieri sera in caserma, ed è stato sentito per tutta la notte.

Al momento, precisa l’Ansa, non ci sarebbero provvedimenti di fermo. Un grande aiuto per le indagini potrebbe venire dal sistema di sorveglianza della casa.

Aggiornamento 19 maggio, ore 10:18 – Ci sarebbe una questione d’usura all’ombra dei motivi della strage scoperta ieri a Tempio Pausania, in Sardegna. Secondo quanto trapela da fonti inquirenti infatti Giovanni Maria Azzena e la moglie erano molto conosciuti a Tempio: gestivano un’attività commerciale di abbigliamento e calzature per bambini e l’omicidio potrebbe quindi essere riconducibile alla loro attività, ma non solo: l’uomo nel 2008 era stato arrestato in una operazione della Guardia di finanza, denominata ‘Lotta allo strozzino’, legata all’usura e alle estorsioni. E’ proprio in questa direzione che gli inquirenti stanno dirigendo le indagini sulla tragica morte della famiglia.

Intanto questa mattina si svolgerà l’autopsia sui corpi di Giovanni Maria Azzena, della moglie Giulia Zanzani, e del figlio 12enne Pietro: non è ancora chiaro infatti se siano morti per i colpi inferti con dei corpi contundenti o per soffocamento, probabilmente con dei cavi elettrici.

Strage a Tempio Pausania: uccisi padre, madre e figlio dodicenne

Una nuova strage familiare dopo quella dell’altroieri a Santhià, ma in questo caso gli inquirenti sono ancora alla ricerca del responsabile. A Tempio Pausania, in provincia di Olbia, si è consumato nella serata di ieri un efferato delitto. Sotto i colpi del killer sono caduti Giovanni Maria Azzena, 50 anni, la moglie Giulia Zanzani, 48 anni, e anche il figlio Pietro, di appena 12 anni.

I corpi sono stati ritrovati nella loro casa da un parente nella tarda serata di ieri. Il delitto sarebbe avvenuto nel pomeriggio, e l’assassino ha usato un oggetto metallico, forse una spranga, per colpire le sue vittime, ma sono stati trovati anche segni di strangolamento.

Marito e moglie gestivano un negozio di abbigliamento e calzature per bambini a Tempio, e gli inquirenti stanno indagando sulla possibilità che il delitto possa essere ricondotto all’attività lavorativa della coppia. Azzena aveva dei precedenti: nel 2008 era stato arrestato insieme ad altre persone con l’accusa di prestare soldi a strozzo.

La vicenda giudiziaria che coinvolgeva Azzena è ancora in corso, visto che l’uomo era in attesa di processo. Gli inquirenti non escludono che ad armare la mano dell’assassino sia stata la sete di vendetta per un torto subito, proprio nell’ambito dell’usura. Il sindaco di Tempio ha proclamato il lutto cittadino.