Richiesta di arresto per Di Girolamo: sui brogli elettorali Silvio aveva ragione!

Tutti ricorderete l’allarme lanciato dall’attuale premier, poco prima delle elezioni, sul rischio di pesanti brogli elettorali che avrebbero potuto influenzare l’esito delle Politiche. Il leader del Popolo della libertà puntò il dito sull’abilità di sinistri scrutatori nel raggirare i candidi rappresentanti di lista del centrodestra e sul pessimo meccanismo di voto messo a punto per


Tutti ricorderete l’allarme lanciato dall’attuale premier, poco prima delle elezioni, sul rischio di pesanti brogli elettorali che avrebbero potuto influenzare l’esito delle Politiche. Il leader del Popolo della libertà puntò il dito sull’abilità di sinistri scrutatori nel raggirare i candidi rappresentanti di lista del centrodestra e sul pessimo meccanismo di voto messo a punto per raccogliere le preferenze degli italiani all’estero.

Un grido di allarme che è rimasto inascoltato e che ha indegnamente generato soltanto una facile ironia da parte dei suoi avversari.

Ora invece è un giudice di Roma a sancire che i timori del presidente del Consiglio avevano un solido fondamento e dovevano essere tenuti in ben altra considerazione: “gli esiti delle complesse indagini coordinate dalla Procura hanno consentito di raccogliere un compendio indiziario di particolare gravita a conferma delle ipotesi accusatorie formulate nei confronti degli indagati e con specifico riferimento al ruolo criminale svolto dal” …

senatore Nicola Di Girolamo, eletto pochi mesi fa nella circoscrizione “Europa” nelle liste del Popolo della libertà e accusato di attentato ai diritti politici dei cittadini, falso e violazione della legge elettorale.

II Gip di Roma, Luisanna Figliolia ha chiesto ieri alla giunta per le Autorizzazioni del Senato, gli arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo, che sarebbe stato sprovvisto dei requisiti della residenza all’estero al momento della candidatura. Nella richiesta di autorizzazione alla giunta, il giudice Figliolia scrive nell’ordinanza che «gli esiti delle complesse indagini coordinate dalla Procura hanno consentito di raccogliere un compendio indiziario di particolare gravita a conferma delle ipotesi accusatorie formulate nei confronti degli indagati e con specifico riferimento al ruolo criminale svolto da Di Girolamo».
Ancora: nella richiesta di autorizzazione a procedere il Gip Figliolia osserva che «le condotte ascrivibili a Di Girolamo appaiono di allarmante gravita» e che «il predetto, in spregio alle istituzioni e senza alcun rispetto per il corpo elettorale e per i diritti politici del cittadino, con una serie incredibile di inganni, ha impedito di fatto che gli elettori potessero manifestare le proprie scelte essendo stati indotti in errore» circa «la legittimità della candidatura» di Di Girolamo.
Ma per i legali del senatore l’ordinanza risulta fondata su «elementi controvertibili e frutto di valutazioni solo parziali e non aderenti alla realtà».

Fonte: Dal Sole 24 Ore, 13/06/2008

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