Aldo Moro: 30 anni dopo ancora tanti dubbi

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, l’auto che trasportava Aldo Moro dall’abitazione alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Fani da un commando delle Brigate Rosse. In pochi secondi, i terroristi ne uccisero la scorta e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Dopo una prigionia di



Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, l’auto che trasportava Aldo Moro dall’abitazione alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Fani da un commando delle Brigate Rosse. In pochi secondi, i terroristi ne uccisero la scorta e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Dopo una prigionia di 55 giorni il cadavere di Moro fu ritrovato il 9 maggio nel cofano di una Renault 4 a Roma, in via Caetani, emblematicamente a poca distanza da Piazza del Gesù (dov’era la sede nazionale della Democrazia Cristiana) e via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano).

Questo è quanto riporta Wikipedia – sintetica ma efficace – a proposito del sequestro di Aldo Moro, avvenuto esattamente 30 anni fa. In occasione del trentennale le librerie si sono riempite di volumi sulla storia di Aldo Moro e su tutto quello che ancora c’è di oscuro nella dinamica del rapimento, del sequestro e dell’uccisione.

Repubblica uscirà oggi con un Atlante speciale di 196 pagine tutto dedicato all’argomento e sicuramente non mancheranno altre iniziative editoriali importanti. Da domenica 16 marzo il Senato metterà online sul suo sito oltre 187 mila pagine di documenti, rapporti, verbali di interrogatorio, atti parlamentari e relazioni scaturiti dal lavoro della Commissione Stragi e della Commissione parlamentare d’inchiesta istituita per far luce sul rapimento e la morte del leader della Dc.

Insomma chi si vuole documentare per farsi un’idea su cosa è successo 30 anni fa, ha tutti i modi per farlo. Secondo il senatore di Forza Italia… Paolo Guzzanti, per esempio, i brigatisti erano per lo più agenti del Kgb e della Stasi (Germania est) che avevano il compito di seminare il terrore in Italia. Quindi, sempre secondo questa ricostruzione, in piena Guerra Fredda gli agenti del Patto di Varsavia potevano girare liberamente per l’Italia sequestrando e uccidendo un altissimo esponente della Dc. Una trama molto avvincente (e secondo me altrettanto paradossale) dove ci sono gli indiani ma mancano i cow-boys: durante i 55 giorni del sequestro come mai gli agenti dei servizi segreti italiani, americani, israeliani e di tutti gli altri paesi dell’Alleanza atlantica che circolavano per Roma non sono riusciti a fermare gli agenti d’oltre cortina che circolavano tranquillamente per la città e hanno potuto addirittura lasciare il cadavere di Aldo Moro a 500 metri dalla sede della Dc, cioè nel pieno centro di Roma?

A voi la risposta….

Foto: fidothe

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