Sesso, droga e petrolio: corruzione nella pubblica amministrazione del partito repubblicano statunitense

“L’amministrazione Bush è stata a lungo accusata di andare a letto con il Big Oil. Chi poteva sapere che era letteralmente vero?“. Così esordisce un editoriale del News Herald, riguardo lo scandalo che sta infiammando in queste ore i democratici nella campagna elettorale americana.Questa volta il rock ‘n’ roll non c’entra: è il petrolio infatti

L’amministrazione Bush è stata a lungo accusata di andare a letto con il Big Oil. Chi poteva sapere che era letteralmente vero?“. Così esordisce un editoriale del News Herald, riguardo lo scandalo che sta infiammando in queste ore i democratici nella campagna elettorale americana.

Questa volta il rock ‘n’ roll non c’entra: è il petrolio infatti al centro dello scandalo scoppiato al ministero dell’Interno statunitense, che ha visto ben 19 impiegati protagonisti di una serie di trasgressioni con rappresentanti delle compagnie petrolifere.

E’ quanto emerso da alcuni rapporti presentati ieri da Earl Devany, ispettore generale del ministero, che ha denunciato “una cultura di abuso di stupefacenti e promiscuità” nel Mineral Management Service (MMS), l’agenzia governativa incaricata di curare i rapporti con le compagnie petrolifere statunitensi, nel periodo che va dal 2002 al 2006, in piena amministrazione Bush.

Alcuni dei dipendenti di questa agenzia avrebbero avuto rapporti sessuali con i rappresentanti delle compagnie petrolifere, altri ancora avrebbero fatto uso di droghe pesanti durante gli incontri di lavoro con questi ultimi, tutto in cambio di falsi contratti.

Secondo la legge americana, infatti, le grandi industrie energetiche sono obbligate a versare al governo un corrispettivo, in soldi o in petrolio, per poter estrarre greggio dai terreni federali: un corrispettivo di circa 10 miliardi di dollari all’anno che rappresenta la più grande fonte di entrate per gli Stati Uniti, se escludiamo imposte e tasse.

E qui entrano in gioco i falsi contratti: anziché prendere i soldi dalle compagnie petrolifere, i milioni di dollari sarebbe stati sottratti ai contribuenti americani.

I rapporti sono molto dettagliati e rivelano che ben un terzo dei 55 dipendenti della MMS sono coinvolti in questo scandalo: messi di fronte all’evidenza gli indagati hanno ammesso di aver accettato soldi e altri tipi di regali e di non esserne affatto pentiti. Tra i nomi delle compagnie coinvolte figurano anche Chevron, Shell e Hess Corp.

In piena campagna elettorale e a meno di due mesi dalle elezioni proprio un brutto autogol per il partito repubblicano, ma un ottimo asso nella manica per Barack Obama e il partito democratico.

Via | The Guardian

amministrazioni pubbliche corrotte nell’America