Governo Monti, strada in salita. E i “Draghi ribelli” già in piazza …

Come volevasi dimostrare, la strada che porta al nuovo governo Monti, è tutta da conquistare e il cammino procede in queste ore su un terreno minato, non solo nel Palazzo, ma anche in piazza. Ha un bel dire Pier Ferdinando Casini: “Non complichiamo la vita al manovratore, cerchiamo di semplificargliela: l’Udc e il Terzo Polo

Come volevasi dimostrare, la strada che porta al nuovo governo Monti, è tutta da conquistare e il cammino procede in queste ore su un terreno minato, non solo nel Palazzo, ma anche in piazza.

Ha un bel dire Pier Ferdinando Casini: “Non complichiamo la vita al manovratore, cerchiamo di semplificargliela: l’Udc e il Terzo Polo non hanno problemi, per noi Monti può fare il governo che vuole”. “Deciderà il premier incaricato – ha aggiunto – avrà un’idea lui, io mi rimetto alla sua idea, la condividerò”.

Poi, fra governo politico o di tecnici: “Non esistono distinzioni tra governi tecnici e politici: quando un paese va a rotoli, c’è bisogno di politici e tecnici. Qualsiasi governo approvato dal Parlamento è politico. C’è bisogno che tutti noi facciamo un passo indietro per farne fare uno avanti al paese altrimenti finiamo tutti nel baratro”.

Infine, poco dopo, forse per le pressioni e le fibrillazioni ancor forti nei due schieramenti, Casini torna a precisare: “Mi auguro che ci sia un governo con il consenso più ampio possibile” ma “se non ci saranno politici l’appoggio esterno sarà da parte di tutti”.

Intanto, torna a ribollire la piazza. No al governo della Bce e del Fondo monetario internazionale, no al ventilato governo Monti ‘fatto di banchieri e finanzieri’, no alla finanza, no alla vendita dell’Italia alle banche. Questo chiedono i ‘draghi ribelli’ in via XX Settembre a Roma, a due passi dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Bloccati dalla polizia e dai finanzieri, i manifestanti stanno alternando danze folcloristiche, a ritmo di tamburi battenti, a contestazioni nei confronti del sistema economico-finanziario-politico.

Fuoco di paglia o primo fiammifero per accendere nei prossimi giorni il falò?