Berlusconi “ko” (non) tecnico. Atteso il getto della spugna. L’opposizione. “Dimissioni subito!”

Voleva la conta Silvio Berlusconi e la conta è arrivata in Aula alla Camera, inequivocabilmente chiara e pesante come un martello che spinge un chiodo fino a farlo scomparire. 308 da una parte e 321 dall’altra parte. Si è votato sul “rendiconto”, che non è una quisquilia, licenziato per il bene della Patria. Ma a

Voleva la conta Silvio Berlusconi e la conta è arrivata in Aula alla Camera, inequivocabilmente chiara e pesante come un martello che spinge un chiodo fino a farlo scomparire. 308 da una parte e 321 dall’altra parte. Si è votato sul “rendiconto”, che non è una quisquilia, licenziato per il bene della Patria.

Ma a nessuno sfugge il peso e il messaggio politico: si è votato su Silvio Berlusconi e sul suo governo. Il responso è uno solo: premier ed esecutivo non hanno più la maggioranza in Parlamento. Berlusconi, Bossi, il Pdl e la Lega e l’allegra brigata di corte non hanno più i numeri. E adesso?

Berlusconi a caldo definisce “traditori” i dissidenti. Frastornato, pare abbia chiesto un time out: 24 ore per la decisione finale. Ma forse la decisione ha tempi più stretti. Ignazio La Russa: “Sicuramente il presidente Berlusconi parlera’ con il Presidente della Repubblica. Nessuno sottovaluta il voto di oggi”. E’ già in corso un vertice a palazzo Chigi tra Berlusconi, Alfano, Letta, Maroni. E’ atteso alla riunione anche Tremonti.

Il Pd fa quadrato. Walter Veltroni appoggia il segretario Bersani: “Berlusconi deve dimettersi subito, tra un minuto. E’ inevitabile che vada al Quirinale, è suo dovere”. Bersani: “Rassegni le sue dimissioni e rimetta il mandato al Capo dello Stato”. Questo l’invito politico rivolto al premier dal segretario del Pd già in aula alla Camera. “Rassegni le dimissioni, qui faremo la nostra parte per il Paese. E sia chiaro che sei lei non lo facesse, non oso credere che lei non lo faccia. Se lei non lo facesse le opposizioni considererebbero iniziative ulteriori perchè così non possiamo andare avanti”.

Per Berlusconi è l’ultima occasione per uscire di scena con un brandello di dignità.

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