Caso Scajola. No alla scarcerazione per Chiara Rizzo Matacena

Per il gip non sono venuti meno i profili di gravità

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Aggiornamento 9 giugno – Il gip di Reggio Calabria ha respinto la richiesta di scarcerazione di Chiara Rizzo Matacena. Per il magistrato “non si può dire venuto meno il quadro di gravità” perché Rizzo, “appare essere il soggetto in grado di muoversi più agevolmente nella estesissima rete di contatti accreditati a diversi livelli in grado di ottenere guarentigie e favori per sé e per il coniuge, ancorché nei confronti dello stesso penda una richiesta di divorzio”.

Scajola ammette: “Mi impegnai per l’asilo in Libano”

Aggiornamento 30 maggio 2014, ore 15.57 – L’ex ministro dell’interno Claudio Scajola ha ammesso le sue responsabilità davanti ai magistrati reggini volati a Roma per interrogarlo. Il contenuto di parte del verbale reso a Regina Coeli è stato depositato al Tribunale del riesame di Reggio Calabria.

Secondo quanto dichiarato agli inquirenti da Scajola l’operazione prevedeva di spostare Amedeo Matacena da Dubai a Beirut grazie all’aiuto di Vincenzo Speziali, un calabrese nipote dell’omonimo ex senatore di Forza Italia, sposato con una donna libanese con importanti collegamenti familiari nel mondo della politica e dell’economia di Beirut.

“Lo Speziali mi propose un incontro con Chiara Rizzo ed un consigliere di Gemayel, per affrontare l’argomento. Seppi poi che a quest’incontro non avrebbe preso parte il consigliere di Gemayel, qualche giorno prima della data fissata, tanto è vero che mi era stato detto che avrebbe mandato una lettera, che lo Speziali riferiva a Gemayel. Ricevuta questa missiva ho poi predisposto un appunto in cui indicavo i punti che Speziali mi aveva detto di portare all’attenzione degli avvocati di Matacena.”

avrebbe dichiarato Scajola agli investigatori, secondo quanto riporta Repubblica.

Chiara Rizzo Matacena è tornata in Italia

Martedì 20 maggio Chiara Rizzo Matacena, moglie dell’ex parlamentare di Forza Italia, Amedeo Matacena, attualmente latitante a Dubai, è giunta in Italia, a Ponte San Luigi, dopo essere stata estradata dalla Francia. La donna sarà trasferita in giornata al carcere di Reggio Calabria.

L’estradizione di Chiara Rizzo Matacena


Aggiornamento lunedì 10 maggio, ore 15.06 –
Chiara Rizzo Matacena, moglie dell’ex parlamentare Amedeo Matacena, latitante in Libano, verrà estradata domani in Italia dalla Francia, dove adesso si trova agli arresti : la donna verrà presa in consegna dagli investigatori della Dia che la trasferiranno già in serata nel carcere di Reggio Calabria.

La partenza da Nizza è prevista per il pomeriggio di domani, verso le ore 16: Chiara Rizzo, arrestata la settimana scorsa a Nizza in esecuzione dell’ordinanza europea di custodia cautelare emessa dal gip reggino Olga Tarsia, sarà consegnata domattina dalle autorità francesi. Una volta a Reggio Calabria la donna sarà prima portata in Questura per le operazioni di fotosegnalazione e quindi in carcere. Per mercoledì è in programma l’interrogatorio di garanzia da parte del Gip, che ha emesso anche un nuovo divieto di colloquio con i legali a carico della donna.

Arrestato Claudio Scajola. Amedeo Matacena: “Io vittima di un complotto”

Chiara Rizzo Matacena sarà estradata in Italia.

Aggiornamento 17 maggio 2014, 11:30: torna a parlare Amedeo Matacena, ancora latitante a Dubai e uomo chiave dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sua moglie Chiara Rizzo e dell’ex ministro Claudio Scajola. Rintracciato dall’Ansa, l’ex senatore Pdl si difende dicendosi vittima di un complotto-vendetta.

Tutti coloro che mi hanno colpito hanno avuto delle gratifiche e avanzamenti di carriera all’interno del loro sistema di lavoro

ha dichiarato, spiegando anche che nella sua condanna ci sono elementi poco chiari.

Precedentemente c’erano due assoluzioni nel merito. Con la mia attività parlamentare mi interessai del ‘palazzo dei veleni’ di Reggio Calabria facendo numerose interrogazioni su comportamenti di magistrati, su problemi di pagamenti di pentiti in nero, su riscatti per sequestri pagati con i soldi dello Stato. Evidentemente questo mio interessamento non è stato gradito.

Matacena spiega anche quali sono i rapporti di sua moglie con Claudio Scajola.

Mia moglie ha perso suo padre, che era coetaneo di Scajola e quindi vede in lui una figura paterna. Mi sembra normale che una donna che si trova in difficoltà vada a chiedere aiuto ad un amico che ha grandi esperienze

Quanto al suo ritorno in Italia, anche se dice di pensarci ogni giorno, ritiene di dover aspettare la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo.

Aggiornamento 14 maggio 2014, 13.00: Chiara Rizzo Matacena, detenuta a Nizza dal giorno del suo arresto, lo scorso 11 maggio, sarà estradata in Italia. Lo ha deciso oggi la Corte d’Appello di Aix-en-Provence, accogliendo la richiesta di estradizione presentata dal nostro Paese. La donna sarà trasferita nel carcere di Imperia – o in quello di Genova – dove resterà in attesa di essere spostata in Calabria.

16.45: il programma diffuso dal legale di Chiara Rizzo non sarà rispettato. La donna, arrestata oggi all’aeroporto di Nizza in base al mandato di arresto europeo disposto dalla Procura di Reggio Calabria, resterà nella città francese almeno per un po’. Per le 14.30 di domani, infatti, è fissata l’udienza di convalida dell’arresto e solo dopo aver valutato la regolarità di tutte le procedure, il giudice chiederà all’Italia tutta la documentazione sull’inchiesta in cui la donna è coinvolta. Solo in seguito sarà dato il via libera all’estradizione.

15.00: il legale di Chiara Rizzo ha precisato che l’arresto della sua assistita è una normale procedura, come del resto vi avevamo confermato anche noi poco fa:

Avevo comunicato nel dettaglio il piano di volo e la modalità di rientro dall’estero della nostra assistita. La signora rientra spontaneamente in Italia, non c’è bisogno di nessuna procedura di estradizione. Credo sia stata presa in consegna dall’Interpol. In serata dovrebbe arrivare in Calabria, correttamente sono andati a prenderla fino a Nizza, lo ritengo giusto e normale.

Il programma, quindi, sembra confermato.

Aggiornamento 11 maggio 2014, 14.20: Chiara Rizzo, moglie dell’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, bloccato a Dubai negli Emirati Arabi Uniti dall’Interpol nell’agosto 2013, è stata arrestata oggi all’aeroporto di Nizza, presa in consegna dalla polizia francese. La donna era stata raggiunta da un’ordine di arresto nell’ambito dell’inchiesta che nei giorni scorsi ha già portato in carcere l’ex ministro Claudio Scajola.

Chiara Rizzo nei giorni scorsi aveva assicurato che sarebbe tornata quanto prima in Italia:

Sto anticipando il mio rientro in Italia e sono in grado di chiarire tutto, è la sola cosa che voglio. Chiarirò tutto, anche le parole dette a Scajola e riportate dalle intercettazioni. Io ho appreso la notizia ieri, non avevo idea di tutto questo e, se lo avessi saputo, non sarei partita.

La donna, che secondo le accuse avrebbe gestito le trattative per garantire al marito il trasferimento in Libano da Dubai, dove si trova in attesa delle procedure per il suo trasferimento in Italia, dovrebbe atterrare a Fiumicino alle 19.45 di oggi e da lì dovrebbe imbarcarsi su un volo diretto a Reggio Calabria, dove avrà modo di chiarire la sua posizione.

Gli inquirenti: “Stretti rapporti con Matacena”. Renzi: “Necessità di pulizia”

17.32 – Sono interessanti i risvolti “dietrologici” alle spalle degli arresti di questa mattina: Alfredo Robledo, aggiunto in rotta di collisione con Edmondo Bruti Liberati, Ilda Boccassini e Francesco Greco per le modalità di organizzazione e smistamento dei carichi di lavoro in procura, non avrebbe condiviso l’impostazione dell’indagine e quindi non avrebbe vistato gli incartamenti:

“Robledo non ha condiviso l’impostazione e non ha vistato, ma prima c’erano state numerose riunioni”

Il nome di Robledo è stato necessario farlo: questa è una delle indagini segnalate dall’aggiunto al Csm nel suo atto d’accusa al capo della procura milanese, di stretta competenza del dipartimento anticorruzione da lui guidato.

Nel frattempo, anche il premier Renzi ha commentato la girandola di arresti di questa mattina con parole piuttosto sibilline, chiedendo alla politica di non entrare nel merito degli arresti e delle inchieste giudiziarie e di concentrarsi piuttosto sui lavori da completare per Expo, in linea perfettamente con quanto dichiarato da Bruti Liberati in conferenza stampa nella tarda mattinata di oggi.

Sulla stessa linea il governatore lombardo Maroni, che ha parlato di “pulizia totale” in Expo nella speranza di poter procedere celermente con il completamento dei lavori, in grave ritardo sulla tabella di marcia.

12.21 – In conferenza stampa alla Direzione Investigativa Antimafia di Roma il pm De Raho ha parlato di “quadro indiziario grave e preoccupante”. Secondo De Raho, l’ex ministro Scajola aveva rapporti stretti, diretti e personali, con Matacena, in piena consapevolezza sia dei procedimenti a carico dell’imprenditore calabrese sia dei contatti dello stesso nel mondo della criminalità. Secondo la Procura Scajola stava cercando di fare uscire Amedeo Matacena da Dubai, dove si trova attualmente, per farlo andare in Libano dove sarebbe stato al sicuro dall’arresto.

“Non esiste la categoria degli intoccabili”

ha affermato Federico Cafiero De Raho in conferenza stampa.

Aggiornamento 10.11 – Secondo quanto trapela dalla procura di Reggio Calabria, Claudio Scajola avrebbe aiutato Amedeo Matacena, ex parlamentare di Forza Italia, ad organizzare la sua latitanza: il politico spezzino infatti avrebbe suggerito a Matacena di rendersi latitante in Libano (dove si trova anche Marcello Dell’Utri), in quanto là non esiste il reato di associazione mafiosa.

Al momento dell’arresto, avvenuto in un hotel di via Veneto a Roma, Scajola si sarebbe detto “sconcertato e sconvolto”. Il politico è stato tradotto nel carcere romano di Regina Coeli.

L’operazione che ha portato all’arresto dell’ex ministro rientra nell’indagine “Breakfast”, che da più di due anni vede impegnata la Dia di Reggio Calabria nella ricerca dei reinvestimenti di capitali illeciti, movimentati dalla ‘ndrangheta in Italia ed all’estero; con Scajola e Matacena sono stati arrestati anche Martino Politi, Antonio Chillemi e la segretaria di Scajola, Roberta Sacco. Sono tutti accusati, a vario titolo, di agevolato Matacena ad occultare la reale titolarità e disponibilità dei suoi beni, nonché di aver favorito la latitanza all’estero di quest’ultimo.

Claudio Scajola è stato arrestato questa mattina in un albergo di Roma: l’ex parlamentare di Forza Italia ed ex Ministro dell’Interno e dello Sviluppo Economico è stato arrestato nell’ambito di un’operazione della Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria.

A comunicarlo è la stessa Dia calabrese che ha emesso 8 provvedimenti restrittivi coadiuvata dai Centri Operativi e sezioni Dia di Roma, Genova, Milano, Torino, Catania, Bologna, Messina e Catanzaro: i provvedimenti di arresto sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Olga Tarzia, su richiesta della Dda reggina, diretta dal Procuratore Federico Cafiero De Raho.

Oltre all’ex ministro forzista la Dia informa di avere emesso provvedimenti restrittivi verso alcuni personaggi legati al noto imprenditore reggino, ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, colpito anch’esso da un ordine di arresto insieme alla moglie Chiara Rizzo ed alla madre, Raffaella De Carolis. L’imprenditore calabrese risulterebbe latitante, a seguito di condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

“Amedeo Matacena godeva e gode tuttora di una rete di complicità ad alti livelli grazie alla quale è riuscito a sottrarsi all’arresto”

ha dichiarato alla stampa, citato da Repubblica, il procuratore De Raho.

La Direzione antimafia informa essere in corso numerose perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, oltre a sequestri di società commerciali italiane, collegate a società estere, per un valore di circa 50 milioni di euro. L’indagine che ha portato agli arresti di questa mattina sarebbe solo l’ultimo atto di un’inchiesta nata da quelle sui fondi neri della Lega Nord: secondo fonti di Repubblica, delle intercettazioni avrebbero rivelato i legami tra l’ex ministro e Chiara Rizzo, moglie di Matacena, la quale si adoperava per ottenere l’aiuto dell’esponente politico ai fini del trasferimento del marito.

“No, non avevamo nessun sentore di un’inchiesta giudiziaria su Scajola. Sono addolorato per lui, mi dispiace.”

questo è il laconico commento di Silvio Berlusconi ai microfoni di Radio Capital questa mattina: Scajola, dopo l’assoluzione per la vicenda della casa al Colosseo, non era stato candidato alle europee e si era piuttosto risentito nei confronti del leader di Forza Italia, pur ribadendo l’intenzione di continuare a fare politica nel partito dell’ex premier Berlusconi.

(in aggiornamento)

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