Ore 12 – Berlusconi esce dalla porta per rientrare dalla finestra? Occhio a “Pierfurbi” Casini …

Peggio di un thriller, peggio di una telenovela, la politica italiana corre sul filo della farsa che può sfociare in tragedia. Nel pomeriggio, nuova conta alla Camera con Berlusconi certo della ennesima vittoria. E gli altri, gli anti Berlusconiani, quelli dell’ossessionate invito al premier per il “passo indietro”? Gli altri fingono di avere una proposta

Peggio di un thriller, peggio di una telenovela, la politica italiana corre sul filo della farsa che può sfociare in tragedia. Nel pomeriggio, nuova conta alla Camera con Berlusconi certo della ennesima vittoria.

E gli altri, gli anti Berlusconiani, quelli dell’ossessionate invito al premier per il “passo indietro”? Gli altri fingono di avere una proposta alternativa a questo premier e a questo governo, ma non ce l’hanno.

Il furbo Pierferdy Casini, per rispondere a chi lo vede come il burattinaio di un progetto teso solo a valorizzare se stesso e a mettere insieme vari pezzi per fare il partitone dei super moderati, dice che nel nuovo governo di unità nazionale deve esserci anche il Pd, “partito degli operai” vicino ai sindacati, utile per far digerire le nuove purghe ai redditi fissi e ai pensionati. Il Pd dentro ma, ovvio, con il Pdl ancora più dentro. Bersani ministro con la Brambilla, Sacconi, Brunetta, Calderoli, Reguzzoni?

Ovviamente con il Cavaliere fuori. Ma fuori dove, fuori come? Se vede la mal parata, Berlusconi inghiotte anche il rospo di un nuovo governo (Letta?) con lui, più che in panchina, ancora proprietario unico del Pdl e socio di maggioranza della nuova … maggioranza. Insomma un Berlusconi che esce dalla porta da padre della patria e rientra dalla finestra con lo slogan di sempre: “Qui comando io”. Questo il piano A.

Il piano B mette addirittura davvero out il Cavaliere. Un vero e proprio inciucio con Pdl, Udc-Terzo Polo e Lega più i vari transfughi che il floridissimo mercato delle vacche in corso definirà. Il programma? E’ la lettera della Bce. Passata la bufera, c’è tutto il tempo per presentarsi alle elezioni politiche del 2013 con uno schieramento di centrodestra ripulito e benedetto da Berlusconi, magari tirato a lucido per salire al Colle. Salita, non certo sgradita neppure a Casini. Fantapolitica?

Se tutto ruota sulla conta di un deputato in più o in meno e se determinanti sono i transfughi, questo scenario rischia di diventare realtà. All’opposto, c’è il rischio di precipitare avventurosamente verso una prova elettorale nel pieno di una travolgente crisi economico-finanziaria, e a regole del voto invariate. Spetta al Pd, ma non solo al Pd, non cadere nella trappola. Spetta a Napolitano cogliere il momento per l’avvio di un nuovo governo credibile, stoppando inciuci e gattopardismi di vario stampo.

Sono ore decisive. Le opposizioni presenteranno la mozione di sfiducia? Si deciderà solo dopo l’esito del voto di oggi. Quindi riflettori puntati sul rendiconto. I “ribelli” già cantano vittoria: 315 tra astensioni e no contro 311 voti a favore. Anche così Berlusconi non farebbe il “passo indietro”. “Ma so – dice il premier – che ci sono molte insidie, il presidente della Repubblica mi chiamerebbe al Colle”. Già.

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