Per la Lega l’alluvione a Torino sgombera i campi Rom: dato di fatto o razzismo?

Cavallotto dichiara: la pioggia è riuscita nell’impresa in cui aveva fallito il sindaco Piero Fassino

di luca17


Qualcuno le ha definite dichiarazioni choc, ma se le analizziamo bene costituiscono semplicemente una presa d’atto della realtà. Gli effetti per ora fortunatamente moderati dell’alluvione su Torino una conseguenza infatti l’hanno sortita: lo sgombero del campo Rom abusivo del Lungo Stura.

E allora il deputato della Lega Nord Davide Cavallotto ne ha approfittato per sparare ad alzo zero sulla giunta:

“Ora che la pioggia è riuscita nell’impresa in cui aveva fallito il sindaco Piero Fassino, ossia lo sgombero del campo nomadi abusivo sul Lungo Stura Lazio, mi auguro che il comune provvederà all’identificazione di tutti gli irregolari che vivevano in quel campo… se questo non dovesse accadere, e i nomadi dovessero rioccupare abusivamente quell’area, la responsabilità sarà solo del sindaco. I torinesi vogliono meno salotti radical chic e meno zingari irregolari”.

Affermazioni che potranno anche apparire forti ma che sottolineano un dato di fatto, ossia che non esiste la volontà politica di regolarizzare una situazione, quella dei rom, che da anni esaspera i torinesi. Il tutto in nome di una fraintesa solidarietà di cui la sinistra da sempre si riempie la bocca, non capendo che non si può eternamente rinunciare al principio di legalità solo per timore di apparire razzisti.

Ma il Pd non si lascia scappare l’occasione per accusare di strumentalizzazione, nel migliore dei casi, e del solito razzismo (uff, che noia) gli avversari politici:

“Soltanto cinismo e razzismo possono aver ispirato le parole del deputato leghista che invoca l’effetto anti-rom della pioggia torrenziale che ha seminato morte e distruzione in tutt’Italia” – reagisce Rosa Villecco Calipari, vicepresidente dei deputati del Pd, aggiungendo: “Leggere la nota di Cavallotto nella quale scrive che ‘la pioggia è riuscita nell’impresa in cui aveva fallito il sindaco Fassino, ossia lo sgombero del campo nomadi abusivo sul lungo Stura Lazio mentre ancora si piangono i morti di Genova e Napoli, ci riempie di rabbia”.

Ma quale rabbia, e soprattutto cosa c’entrano i morti di Genova e Napoli? Se Cavallotto strumentalizza la questione (ma la politica è l’arte della strumentalizzazione, fino a prova contraria) altrettanto fa la Calipari tirando fuori morti di altre città che nulla hanno a che spartire con la vicenda.

Piuttosto, Fassino ne approfitti veramente per cacciare gli abusivi da un luogo in cui non possono stare, come del resto la legge gli impone di fare. Se vuole una scusa per evitare di essere accusato di razzismo può sempre dire che in quei luoghi rischiano l’esondazione del Po. Più facile di così.

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