Anche Vizzini lascia il Pdl: la conta dei parlamentari in vista del voto sul bilancio

Carlo Vizzini lascia il Pdl per passa al gruppo Misto

di luca17


Giornate dure per il Pdl, queste. E non tanto per la situazione di crisi generalizzata, di cui in fondo a molti membri del governo importa poco, basta salvare la cadrega, ma perché l’esecutivo rischia di cadere in un’imboscata subitanea.

Il primo voto cruciale è infatti previsto già per martedì prossimo, quando si dovrà approvare il rendiconto di bilancio, e che ti succede? Due deputati lasciano il Pdl per passare all’Udc (Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito) e oggi persino Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali, se ne va per approdare al gruppo misto.

Naturalmente la situazione è molto più grave alla Camera, dove la maggioranza in pratica non è più tale, scendendo sotto la soglia relativa di 316 e dovendo così contare su astensioni o ribaltamenti per salvarsi. Ma anche la defezione di Vizzini ha una sua importanza, data la caratura del personaggio.

Parliamo infatti di un ex-segretario di partito (il Psdi) della Prima Repubblica, più volte ministro e membro della Direzione Nazionale del Pdl. Vizzini è parlamentare dal 1976, quando lo si riconosceva per i tipici baffoni in voga all’epoca, ed ebbe forse il suo momento di massima notorietà del 1992, quando fu alla testa di uno dei partiti simbolo della corruzione pre-Tangentopoli, poi sgretolatosi sotto i colpi di Mani Pulite.

Lui però ne uscì più o meno immacolato e nel 1998 aderì a Forza Italia, dove vanta una fulgida e rapida carriera. D’altronde il Psdi era costola del Psi (sempre più o meno) e i suoi ex sono sempre stati accolti molto favorevolmente tra le file berlusconiane.

C’è da registrare poi un ultimo sommovimento, piuttosto indecifrabile, e sempre alla Camera: i membri di “Popolo e territorio” (ma che cavolo è, vi chiederete? eh sì, pure io) Amerigo Porfidia, Elio Belcastro e Arturo Iannaccone lasciano la formazione, per fondare, “Noi per il partito del Sud-Lega Sud”, aderente al Gruppo Misto. Ma in tutta questa incomprensibile operazione confermano (per ora) la fiducia al governo.

Appuntamento a martedì!

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